Fondo Antico
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L. J. Bayle, Traité des maladies du cerveau et de ses membranes
Paris, 1826
Nel 1822 un giovane medico aveva descritto nella sua Thèse uno stato di demenza caratterizzato da una paralisi generale incompleta, da lui correlata ad alterazioni dell’aracnoide.
Si inaugurava così una discussione destinata a durare quasi un secolo su quella che verrà chiamata “paralisi generale progressiva”.
L’esistenza dell’”arachnitis chronique”, considerata da Bayles la “causa di una alienazione mentale sistematica” gli consentirà infatti di farne il modello della malattia mentale organica a cui guarderanno, cercando di generalizzarlo all’insieme della patologia mentale, i fautori della lesione anatomo-patologica cerebrale come origine della malattia mentale.
Si tratta insomma del “punto di partenza storico” della progressiva annessione del campo della follia e della psichiatria alle procedure ed ai modelli propri della neurologia.
Si dovranno attendere gli inizi del XX secolo per scoprire l’eziologia sifilitica della paralisi generale e per riconoscere dunque che, dopotutto, non si tratta di una malattia mentale.
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