Fondo Antico
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M. Georget, Discussion médico-légale sur la folie ou aliénation mentale
Paris, 1826
Già allievo di Esquirol e autore di un trattato, De la folie.
Considérations sur cette maladie (1820) in cui propone di modificare le classificazioni di Pinel ed Esquirol, Georget definisce l’alienazione mentale come una “affezione idiopatica del cervello”, la cui natura è sconosciuta, distinta dai disturbi mentali puramente sintomatici e conseguenza indiretta di affezioni organiche.
Con questo testo Georget interviene invece autorevolmente nel grande dibattito medico-legale che coinvolgeva autori come Metzger, Hoffbauer, Combe, ecc., a proposito degli “individui pericolosi”, e che vedeva contrapposte, nella prima metà dell’Ottocento, alienistica e magistratura relativamente alla responsabilità e punibilità dei reati commessi da soggetti che al momento dell’atto delittuoso si trovavano “in stato di demenza”.
In particolare, grazie all’elaborazione della nozione di “monomania omicida” viene avviata quella “patologizzazione del crimine” che rappresenta uno dei primi eventi significativi nel processo di trasformazione della medicina in igiene pubblica del corpo sociale.
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