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J. Séglas, Leçons cliniques sur les maladies mentales et nerveuses
Paris, 1895
L’autore, particolarmente attento alla dimensione semeiologica e tra i primi ad avere rilevato l’importanza dei disturbi del linguaggio come sintomo della patologia mentale, nelle sue lezioni si occupa in particolare del delirio di persecuzione su base di interpretazioni deliranti, e di diversi tipi di follia sistematica che egli qualifica come forme di paranoia.
Si tratta, in entrambi i casi (del resto sovente intrecciati in Séglas) di una delle grandi questioni della psichiatria di fine Ottocento, e ciò tanto in quella francese quanto in quella tedesca.
In quest’ultima, in particolare a partire da Mendel, ci si riferisce ad una organizzazione delirante cronica senza deficit intellettuali, a cui Kraepelin attribuirà una natura endogena e costituzionale, l’importanza del delirio di riferimento e la cronicità.
In Francia, a partire da Baillarger, erano state distinte e isolate le une dalle altre allucinazioni e interpretazioni; in seguito, con Magnan, Cullère ed altri, verrà introdotta la forma del delirio cronico su base interpretativa.
Agli inizi del secolo, con Sérieux e Capgras, che riprendono Séglas, viene tentata una provvisoria sintesi tra le due scuole, e la paranoia verrà allora definita nei termini del delirio di interpretazione.
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