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P. Janet, L’état mental des hystériques
Paris, 1911 (prima ed. 1892)
Questo testo, rielaborazione della sua thèse di medicina, segue il suo primo importante libro, l’Automatisme psychologique, che valse a Janet la chiamata alla direzione del laboratorio di psicologia della Salpêtrière.
In quel primo testo l’organizzazione della personalità era pensata alla luce del presupposto dell’esistenza di una “seconda coscienza” persistente “al di sotto del pensiero normale” e funzionante sulla base di due istanze latenti, l’una di conservazione del passato e l’altra di sintesi dei fenomeni attuali.
Questa concezione verrà poi applicata all’esame di un certo numero di fenomeni detti isterici.
Lo stato patologico è difatti caratterizzato, per Janet, dalla perdita di unità e coesione, dalla disgregazione psichica che segue all’autonomizzazione di taluni processi psichici.
Nel trattamento delle isteriche, Janet metterà inoltre a punto un metodo psicoterapico di tipo catartico basato sulla rievocazione di ricordi traumatici sepolti nell’inconscio – o “subconscio” come preferiva designarlo Janet, ad indicare il suo essere connaturato alla coscienza – e sulla loro liquidazione grazie all’eliminazione dell’inibizione psichica.
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