CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DI STORIA DELLA PSICHIATRIA
 

Fondo Antico - Scheda 25/28

E. Bleuler, “Dementia Praecox”
in G. Aschaffenburg (Hg.), Handbuch der Psychiatrie
Leipzig und Wien, 1911


Titolare, a partire dal 1898 per una trentina d’anni, della cattedra di psichiatria al Burghölzli, una delle istituzioni psichiatriche più avanzate e prestigiose d’Europa, Bleuler vi elaborerà i suoi contributi più importanti.

Nel sottoporre a profonda revisione la concezione kraepeliniana della demenza precoce, con Bleuler per la prima volta la psichiatria incorpora nel proprio corpus dottrinale e clinico l’insegnamento psicopatologico di Freud, riconoscendo il ruolo fondamentale dell’inconscio e dei suoi processi nell’insorgere della psicosi.

Per Bleuler, infatti, la schizofrenia – malattia mentale per eccellenza – si fonda su un fenomeno di Spaltung che provoca l’irruzione nella coscienza di contenuti e processi normalmente inibiti e controllati dai meccanismi di difesa, attraverso allucinazioni e idee deliranti.

Si afferma così una concezione psicogenetica dei sintomi psicopatologici che favorisce inoltre l’abbandono del rigido sistema nosografico di matrice kraepeliniana, con il suo correlato sul piano istituzionale e terapeutico: la sola reclusione.

Ma, soprattutto, il normale ed il patologico, sul piano dello psichismo, vengono ricondotti a quel fondo comune, presente in ogni uomo, che è la vita inconscia.


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