CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DI STORIA DELLA PSICHIATRIA
 
 

Archivio Clinico 2/7


1 I primi documenti di rilevanza clinica appaiono, al San Lazzaro, verso la metà degli anni venti dell’Ottocento.
Si tratta di materiali assai eterogenei, costituiti dalle minute di perizie o di relazioni, redatte dal primo Medico Direttore, A. Galloni, sullo “stato de’ dementi” ricoverati, in risposta a sollecitazioni provenienti da istanze politico-istituzionali diverse (Comuni, Prefetture, organi di Polizia, Congregazioni di Carità, ecc.), più raramente da altri medici o da altre istituzioni psichiatriche, a testimonianza della funzione originariamente svolta dalla psichiatria: la gestione di quel problema ormai specifico rappresentato dalla follia per l’insieme della società.
Le entità cliniche utilizzate da Galloni sono ovviamente modellate sulla tassonomia di Pinel ed Esquirol, ed è possibile vederne la declinazione teorico-pratica proprio in questi documenti, tanto più importanti in quanto Galloni ha lasciato un numero esiguo di pubblicazioni.

2 Vi è poi un secondo tipo di documentazione, ancora incerta e confusa prefigurazione di quelli che diventeranno i dossiers individuali: singoli fascicoli relativi a diversi ricoverati, e composti perlopiù da scambi epistolari tra la Direzione medica e alcune famiglie di ricoverati.
All’interno di tale corrispondenza si possono rinvenire talvolta le minute di brevi scritti di natura clinica di A. Galloni.
Nonostante la povertà sul piano dell’elaborazione “teorica” di tali materiali, essi sono purtuttavia importanti ai fini della comprensione del tipo di concezione e di rappresentazione sociale della follia diffusa ai primi dell’Ottocento, nonché di tutte le interferenze (debiti, contaminazioni, trasmigrazioni da un campo all’altro) che si realizzeranno tra discorso medico e opinione comune.