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Essere Medico tra cura e accompagnamento

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Sabato 16 dicembre 2017

Nella fase terminale della malattia, di fronte alla sofferenza del paziente, il medico è costretto a porsi alcuni interrogativi: tentare di proteggere ad ogni costo il malato dalla consapevolezza della morte e concentrare ogni suo sforzo di cura nel tentativo di proseguire, con ogni mezzo, a fronteggiare la malattia sperando in una guarigione che sembra ineluttabilmente allontanarsi, oppure, riconoscendo i limiti della medicina, decidere di accompagnare il paziente in questa ultima fase, spostando lo sforzo terapeutico dal guarire al prendersi cura?
L’accettare la morte come realtà fisiologica e come realtà emozionale, l’ammettere di non essere più in grado di curare e di intervenire positivamente, come fa sentire il medico? Qualicosti emotivi?
Esiste una differenza fra lo stato d’animo del medico cattolico e quello del medico agnostico quando la cura diventa accompagnamento?
Gli illustri oratori nei diversi interventi cercheranno di dare risposta a questi quesiti, riferendo le loro esperienze professionali e il vissuto umano.

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