Al via il progetto per prevenire le cadute oltre i 65 anni di età

Un anziano su tre è “a rischio” di perdere l’autonomia dopo una caduta.
La percentuale sale al 70% se sono presenti patologie neurologiche come Parkinson o ictus


Se vivi a Reggio Emilia o nelle immediate vicinanze, entro un raggio di 15 km, hai più di 65 anni e senti di avere problemi d’equilibrio o sei già caduto, da oggi, grazie a un progetto sperimentale dell’Azienda Santa Maria Nuova, potrai far parte di un gruppo di 180 persone (altrettante saranno ‘reclutate’ a Modena) per studiare il ‘rischio cadute’ negli anziani.
 
Puoi chiedere al tuo medico di famiglia di essere segnalato al “Punto Unico di Arruolamento” attivo in Ospedale a Baggiovara o telefonando, dal lunedì al venerdì, al numero 059 929208.
 
Il progetto, ribattezzato PRE.C.I.S.A. (ovvero PREvenzione Cadute per un Invecchiamento Sano e Attivo), coinvolge le aziende sanitarie di Modena e Reggio Emilia ed è interamente finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Durerà 11 settimane e sarà completato da una fase di follow-up telefonico della durata complessiva di un anno. A Reggio Emilia sarà seguito da diversi professionisti (medici e terapisti della riabilitazione) dei Reparti di Medicina Riabilitativa, Geriatria e Neurologia dell’IRCCS Santa Maria Nuova, con la collaborazione del Dipartimento di Cure Primarie dell'Azienda AUSL.
 
In Emilia risiedono oltre 1 milione di over 65enni. Uno su tre – spiega il dottor Claudio Tedeschi, direttore della Medicina Fisica e Riabilitativa del Santa Maria, responsabile del progetto di ricerca – è considerato a ‘rischio’ di caduta, con conseguenze anche molto serie per la sua salute, dal ricovero in ospedale fino alla perdita di autonomia. L’obiettivo del progetto è mettere a punto un trattamento personalizzato sulla base di una valutazione clinica multidisciplinare che permetta di prevenire quanto più possibile il fenomeno delle cadute tra gli over 65enni, includendo, per la prima volta, anche gli anziani che sono in cura per patologie neurologiche come il Parkinson o l’ictus”.
 
In sostanza, anche se ancora in forma sperimentale, il progetto pone le basi per un trattamento preventivo delle cadute che, nel tempo, possa riuscire a far diminuire sensibilmente tali eventi traumatici limitandone gli effetti negativi sulla salute delle persone anziane.
L'obiettivo ultimo è promuovere uno stile di vita che permetta di invecchiare “bene” e in salute.  
 
LE DOMANDE ‘GIUSTE’ PER PARTECIPARE
Hai più di 65 anni? Vivi a Reggio Emilia o negli immediati dintorni? Ti senti insicuro quando cammini, ti sembra di perdere spesso l’equilibrio o sei caduto di recente? Sei in grado di camminare, senza l’aiuto di un’altra persona, per più di 10 metri? Se le risposte sono affermative, allora puoi chiedere di partecipare alle selezioni preliminari per il successivo arruolamento nella ricerca.
 
VISITE SPECIALISTICHE GRATUITE
Una volta ‘arruolati’ nel programma sono previste, per tutti i partecipanti, una serie di visite specialistiche – completamente gratuite – con un fisiatra, un neurologo, un geriatra e un fisioterapista le quali verranno effettuate presso l’Ospedale IRCCS Santa Maria Nuova.
 
IN PROVINCIA DI REGGIO EMILIA
In provincia di Reggio Emilia il fenomeno è rilevante. Ci sono più di 1.500 nuovi casi di ictus, l’85% dei quali ha interessato persone con più di 60 anni d’età. Nel 2014 le persone cui è stato diagnosticato il morbo di Parkinson sono state oltre 2.000 (1.600 delle quali hanno più di 65 anni). Secondo quanto stimato dall’Istat, la percentuale di abitanti con età superiore o uguale a 65 anni, in provincia di Reggio Emilia, a partire dal 2010, ha superato la soglia del 20%. Il solo capoluogo di provincia, ad oggi, assorbe più di un quarto della popolazione anziana residente. Tra 40 anni è previsto che il dato cresca di circa 10 punti percentuali.
 
L’ufficio Stampa