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Epidemiologia - Danni da fumo passivo

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Niente rischio-zero per il fumo passivo, secondo i dati di un nuovo rapporto pubblicato dal Surgeon General Office degli Stati Uniti.

La probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari e cancro al polmone aumenta infatti rispettivamente del 25-30% e del 20-30% per i non fumatori esposti a casa o sul posto di lavoro.

Il rapporto The Health Consequences of Involuntary Exposure to Tobacco Smoke sottolinea come anche una breve esposizione a fumo passivo rappresenti un pericolo notevole: l’unico modo per proteggere la salute dei non fumatori, quindi, è eliminare completamente il fumo all’interno dei locali chiusi.

FONTE: https://www.epicentro.iss.it/fumo/cominic_fumopass

 

Il divieto di fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro

Nel nostro Paese circa 9 adulti su 10 riferiscono che il divieto di fumo nei locali pubblici e sul luogo di lavoro, da loro frequentati nei trenta giorni precedenti l’intervista, è sempre o quasi sempre rispettato; tuttavia esistono chiare differenze regionali e un chiaro gradiente Nord-Sud a sfavore delle Regioni meridionali, dove il rispetto del divieto di fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro è dichiarato da meno persone. Fortunatamente questo gradiente geografico va riducendosi nel tempo grazie all’aumento del rispetto del divieto che investe tutto il Paese, e in particolare le Regioni meridionali.

Il fumo in ambiente domestico

L’esposizione al fumo passivo in ambito domestico è ancora rilevante: quasi 20 intervistati su 100 dichiarano che nella propria abitazione è ammesso fumare; un’abitudine meno frequente, ma affatto trascurabile (12%), fra coloro che vivono in case in cui sono presenti minori di 15 anni.
Le Regioni in cui vi sono meno case “libere da fumo” sono prevalentemente quelle con la quota più alta di fumatori e, generalmente, in quelle stesse Regioni è anche minore il rispetto del divieto di fumo nei luoghi pubblici e di lavoro. Anche il numero di case “libere da fumo” continua ad aumentare significativamente nel tempo, come effetto presumibile di un passaggio culturale che, a partire dalla legge sul divieto nei luoghi pubblici conduce, attraverso una maggiore consapevolezza dei danni del fumo passivo, all’astensione dal fumo negli ambienti di vita privati.

FONTE: https://www.epicentro.iss.it/passi/dati/fumoPassivo