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Epidemiologia - Tabagismo nel mondo

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Nel mondo

Il fumo di tabacco è uno dei più gravi problemi di salute pubblica al mondo e, secondo i dati diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità, è responsabile del decesso di 6 milioni di persone ogni anno, che si traducono in 1 decesso ogni 6 secondi. In particolare, oltre 5 milioni di queste morti sono il risultato dell’esposizione diretta al tabacco mentre oltre 600 mila sono causate dall’esposizione al fumo passivo. I dati sulla diffusione di quest’abitudine tra la popolazione riferiscono di 1 miliardo di fumatori nel mondo che, per l’80%, vive in Paesi a basso e medio reddito.

A livello globale, solo il 16% della popolazione mondiale è protetta da leggi smoke freenazionali e oltre il 40% dei bambini ha almeno un genitore che fuma.

In alcuni Stati, i bambini provenienti da famiglie povere vengono impiegati nella coltivazione del tabacco per supportare il reddito familiare e risultano particolarmente esposti alla “green tobacco sickness”, causata dalla nicotina assorbita dalla pelle a causa del contatto con le foglie del tabacco umide.

FONTE DATI: https://www.epicentro.iss.it/fumo/epidemiologia-mondo

 

In Italia

Secondo i dati dell’indagine Doxa-Iss, presentati in occasione della Giornata mondiale contro il tabacco 2016 (World No Tobacco Day, 31 maggio), in Italia ci sono 11,5 milioni di fumatori (22% della popolazione), di cui 6,9 milioni sono uomini (27,3%) e 4,6 milioni donne (17,2%). Sono invece 7,1 milioni (13,5%) le persone che hanno smesso di fumare (4,3 milioni di uomini e 2,8 milioni di donne). L’abitudine al fumo risulta più diffusa tra gli uomini e nella fascia di età 25-44 anni.

Mediamente vengono fumate 13,1 sigarette al giorno, tuttavia il 73,4% ne consuma più di 10, il 28,4% supera il pacchetto giornaliero e il 2,4% fuma oltre 25 sigarette (nel 2013 questo dato era pari a zero). In generale si inizia a fumare a 17,9 anni con un gap tra uomini e donne di un anno e 3 mesi (17,4 gli uomini vs 18,7 le donne), mentre il 13,8% inizia prima dei 15 anni. Inoltre, rispetto l’anno precedente, nel 2015, aumentano i fumatori che scelgono le sigarette fatte a mano (18,6% vs 17% del 2015).

La sigaretta elettronica

Nel 2016 l’uso della sigaretta elettronica, anche solo occasionalmente, è diffuso nel 3,9% della popolazione adulta. In particolare, nel 2016, sono circa 2 milioni le persone che la utilizzano abitualmente (2,3%) o occasionale (1,6%). Il 77,6% degli utilizzatori della e-cigne fa un uso combinato con la sigaretta tradizionale e la e-cig più utilizzata è quella contenente nicotina (60,8%).

Tra gli utilizzatori della e-cig è diminuita la percentuale di chi ha dichiarato di aver smesso di fumare le sigarette tradizionali (il 20,1% nel 2015 vs il 7,7% nel 2016). Diminuisce inoltre la percentuale di chi dichiara di aver ridotto leggermente o drasticamente il numero di sigarette fumate (il 37,7% nel 2015 vs il 15,1% nel 2016). Un quinto dei fumatori di e-cig dichiara di non aver modificato le proprie abitudini tabagiche. Lo 0,5% degli utilizzatori ha dichiarato di aver aumentato il numero di sigarette tradizionali e il 42,7% ha iniziato o re-iniziato a fumare sigarette tradizionali.

Tentativi di smettere

Si smette di fumare mediamente a 43,2 anni (42 anni per le donne e 43,7 per gli uomini). Il 30% smette senza successo dopo aver tentato nella maggior parte dei casi senza alcun aiuto (75%). Dall’indagine risulta inoltre che quasi la metà degli intervistati non ha ricevuto suggerimenti per smettere di fumare né dal medico né dal proprio dentista.

FONTE DATI: https://www.epicentro.iss.it/fumo/epidemiologia-italia