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I bambini Saharawi ospiti nella provincia di Reggio Emilia

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Lunedì, 09 Luglio 2018

I bimbi del popolo Saharawi anche quest’anno sono arrivati nella provincia di Reggio Emilia per essere ospitati e sottoposti a controlli medici secondo il progetto di cooperazione “Jaima Tenda“ giunto quest’anno alla sua XIX edizione, promosso dall’associazione Jaima Sahrawi e finanziato, per la parte sanitaria, dalla Regione Emilia-Romagna. 

Sono 38 i bimbi e 7 gli accompagnatori che quest’anno sono ospitati presso alcune famiglie residenti nei Comuni di Gualtieri, Guastalla, Reggiolo, Boretto, Novellara, Campagnola, Albinea, Rubiera, Casalgrande, Castellarano, Quattro Castella, Casina, Scandiano e Reggio Emilia. In questi primi giorni di permanenza tutti i bimbi sono stati sottoposti a controlli di screening sanitario grazie al supporto dei servizi dell’Azienda Usl di Reggio Emilia. 

La Regione opera da anni in collaborazione con associazioni di solidarietà emiliane e le ONG del territorio in favore del popolo Saharawi rifugiato nei campi profughi algerini. Le diverse iniziative di cooperazione internazionale sono volte ad alleviare le difficili condizioni di vita di una comunità costretta da oltre 40 anni a vivere in uno dei lembi di deserto più ostili del Nord Africa, il deserto dell’Hammada. 

Ai piccoli che ogni anno arrivano in provincia, oltre a proporre un’occasione di vacanza e soggiorno, viene offerta la possibilità di effettuare dei controlli sanitari e alcune visite specialistiche che consentono, in considerazione del luogo di provenienza, una valutazione del loro stato di salute e interventi correttivi, quando è possibile. La Regione garantisce l’iscrizione temporanea al Servizio sanitario regionale, la visita pediatrica completa, esami clinici e di laboratorio, eventuali altre prestazioni sanitarie se necessarie. 

Nel caso siano riscontrati problemi di salute, al rientro viene informata la famiglia del bambino e si attua una programmazione per cercare di provvedere alle cure necessarie. Durante il soggiorno viene curata anche l’alimentazione, costituita in prevalenza da alimenti freschi e variati, che mancano solitamente nella dieta nei campi e si tiene un incontro di formazione sull’igiene orale, che è uno dei problemi maggiormente riscontrati in questi bimbi. 

“L’associazione – spiega Federica Cani, coordinatrice provinciale di Jaima Sahrawi - ringrazia di cuore il direttore sanitario Cristina Marchesi e tutti i medici e gli operatori dell’Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia che dimostrano da sempre una speciale sensibilità, unita a grande professionalità verso il progetto accoglienza di questi piccoli ambasciatori di pace”. 

Documenti: 
Comunicato Stampa - pdf 103.74 KB