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Nota di risposta - Alcune precisazioni sull’Ospedale Magati di Scandiano

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Giovedì, 09 Luglio 2020

All’attenzione del direttore de Il Resto del Carlino (ed. Reggio Emilia)

La chiusura del punto nascita di Scandiano, come di quelli degli ospedali di Montecchio e Guastalla, non ha nulla a che vedere con le riduzioni dei posti letto nel periodo estivo: come è noto, essa ha tratto origine da motivazioni di carattere precauzionale condivise con la Conferenza Territoriale Sociale Sanitaria della Provincia di Reggio alla fine di febbraio, nella fase di inizio dell’emergenza epidemica da COVID 19. 

Dal momento che lo stato di emergenza è tuttora in corso, i motivi che hanno portato alla temporanea chiusura dei punti nascita rimangono attuali.  

Va sottolineato, peraltro, che la concentrazione delle attività legate al parto sull’Ospedale di Reggio non ha generato disservizi o lamentele, mentre ha certamente garantito elevati livelli di sicurezza. 

Non si capisce, pertanto, in che modo sia stato negato il diritto alla salute o si sia contravvenuto al principio universalistico alla base del Servizio Sanitario pubblico. 

Quanto al recupero delle prestazioni ambulatoriali sospese nel periodo dell’emergenza epidemica, sono state numerose le occasioni nelle quali quest’azienda sanitaria ha rappresentato pubblicamente le complessità di carattere organizzativo che la ricollocazione di migliaia di prestazioni ambulatoriali comportava. 

La necessità di soddisfare le richieste giacenti, l’impossibilità di garantire i medesimi intervalli di tempo del periodo pre-COVID fra una prestazione e l’altra, il vincolo del distanziamento fisico fra un paziente e l’altro (non realizzabile in alcuni contesti ambulatoriali) ha reso necessario allargare il novero dei fornitori, ricorrendo anche a Strutture private accreditate delle province limitrofe. 

Non è superfluo sottolineare che la qualità dell’offerta delle Strutture accreditate dal Servizio Sanitario regionale viene valutata con gli stessi criteri adottati per le Strutture pubbliche. Il privato accreditato, inoltre, è da considerare componente essenziale a tutti gli effetti del Servizio pubblico, di cui condivide valori e principi. Nel periodo dell’emergenza COVID, che continua tuttora, le Strutture private accreditate di Reggio Emilia e, in generale, della nostra regione hanno dato un contributo prezioso al contrasto dell’epidemia, mettendo a disposizione del Servizio pubblico dotazioni logistiche, tecnologiche e professionali. 

L’Ufficio Stampa