Dai forza al tuo cuore. L'attività fisica come terapia per i cardiopatici



 

Cercare di aiutare i pazienti che hanno avuto un infarto a ridurre la possibilità di avere recidive: è questo l’obiettivo che si è dato il coordinamento provinciale per la prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari dell’Azienda USL e dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. 
Il coordinamento, composto da cardiologi ospedalieri e ambulatoriali delle due aziende sanitarie pubbliche della provincia e del privato accreditato, medici di famiglia, medici dello sport, ha individuato come criticità il fatto che molti cardiopatici, anche dopo un evento acuto, mantengono stili di vita a rischio (fumo, errata alimentazione, scarsa attività fisica). Ad esempio circa il 50% dei cardiopatici a 6 mesi smette di fare attività fisica e riprende a fumare.
Due sono stati gli interventi di prevenzione secondaria concordati all’interno del coordinamento: 
  • un percorso per aiutare i pazienti a smettere di fumare, inviandoli ai centri antifumo della provincia di Reggio Emilia, 
  • la promozione di una idonea attività fisica, prescritta come una terapia. 
Mentre tutti i cardiopatici fumatori possono essere indirizzati ai centri antifumo, i cardiologi hanno definito le caratteristiche dei pazienti che possono partecipare a gruppi di cammino dedicati, che si aggiungono ai tanti gruppi di cammino aperti a tutti e gratuiti, già attivi in molti comuni della provincia. 
Per enfatizzare il valore terapeutico dell’attività fisica è stato realizzato un vero e proprio ricettario usato dal medico per inviare i pazienti ai gruppi di cammino dedicati. 
La partecipazione ai gruppi di cammino C (dove C sta per cuore) è gratuita e il gruppo è accompagnato da un laureato in scienze motorie, con anni di esperienza nel percorso riabilitativo per cardiopatici. I gruppi sono attivi nei 6 Distretti della provincia. L’intensità dell’esercizio fisico viene monitorata con modalità semplici e comprensibili a tutti in modo da operare in assoluta sicurezza. All’inizio del “percorso“ e alla fine viene eseguito un test per valutare i risultati ottenuti.
Si tratta di un progetto innovativo che punta, tramite interventi di prevenzione secondaria, ad ottenere importanti effetti sulla qualità della vita del paziente cardiopatico. 

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Allegato: opuscolo