Dal 18 al 25 maggio si celebra la Settimana mondiale della Tiroide

Sono pazienti donne per la maggior parte, ma la patologia colpisce tutte le fasce di popolazione. Il centro malattie tiroidee dell’ospedale è attivo nella sensibilizzazione sulla prevenzione con iodio profilassi e nella diffusione di una corretta informazione. 

Non è dimostrato che sovrappeso e obesità siano strettamente collegati alla tiroide. Non è vero che chi soffre di tiroide non possa soggiornare al mare. Contrariamente alla convinzione diffusa è vero, invece, che le malattie tiroidee di origine genetica sono pochissime, sebbene sia importante sottoporsi a screening eredo-famigliare se si ha nel nucleo di riferimento un’elevata ricorrenza di malattie tiroidee. 
Sono tanti i luoghi comuni errati in tema di tumore della tiroide per il cui superamento è necessaria una informazione diffusa e corretta. Sensibilizzare, informare e invitare ad approfondire è l’obiettivo della Settimana Mondiale della Tiroide che dedica, nella edizione 2015 in corso dal 18 al 25 maggio, particolare attenzione alla assunzione di iodio
“Poco sale, ma iodato” è, non a caso, lo slogan di quest’anno. E’ importante sapere, spiegano gli specialisti, che l’alimentazione non incide sulle malattie della tiroide tranne che per l’apporto di sale iodato, appunto.
Lo iodio è un minerale che viene in gran parte trasformato nell’organismo, contribuisce allo sviluppo e al funzionamento della ghiandola tiroidea ed è parte integrante della tiroxina, l’ormone che la stessa ghiandola secerne, essenziale per regolare la produzione della energia a favore dell’organismo e per la corretta sintesi del colesterolo
“A volte – precisa il dottor Michele Zini, Responsabile del Centro malattie tiroidee del Santa Maria Nuova - ci si sente stanchi e si dà la colpa alla tiroide, ma gli esami di laboratorio non confermano questa convinzione. In realtà, infatti, quasi mai la causa è la tiroide. Bisogna puntualizzare, inoltre, che la ghiandola si ammala molto spesso di forme cliniche lievi e, anche se dagli esami di laboratorio il valore del Tsh – l’ormone tireostimolante il cui livello si misura attraverso le analisi del sangue - risulta di poco fuori norma, non sempre c’è bisogno di fare una terapia specifica. In  pratica, alterazioni modeste della funzionalità tiroidea quasi mai richiedono interventi farmacologici”.
 
Secondo il dato 2014, nell’ambito dei 340 interventi chirurgici effettuati sulla tiroide al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, sono stati riscontrati 150 nuovi casi di tumore, in prevalenza nel sesso femminile. Le restanti patologie sono benigne: noduli voluminosi o ipertiroidismi che non potrebbero essere trattati solo con la terapia farmacologica.
Per gli accertamenti diagnostici e i monitoraggi sono state effettuate 5.000 visite e 2.300 prestazioni di ago aspirato con prelievo di cellule per analisi di laboratorio. Sono state 400 le sedute di Radioterapia metabolica (con iodio radioattivo) per tumori maligni effettuate in Medicina nucleare. 
Dal neonato all’anziano tutti possono incorrere in patologie tiroidee. Ci sono, tuttavia, delle fasi della vita un po’ più critiche come quella neonatale, quella dell’adolescenza, la gravidanza e l’età senile. 
 
“Le malattie tiroidee propriamente genetiche sono pochissime, per esempio il tumore midollare della tiroide - sottolinea il dottor Zini – e in questo caso è l’endocrinologo a suggerire l’estensione delle analisi ai famigliari. Viceversa è frequente la trasmissione non della malattia, ma della predisposizione alla malattia. E’ importante dunque che chi ha in famiglia un’elevata ricorrenza di malattie tiroidee si sottoponga a uno screening famigliare almeno con tsh reflex ed ecografia tiroidea”. 
 
“Altro aspetto su cui è importante porre l’attenzione – conclude Zini – è che la tiroide utilizza la quantità di iodio di cui ha bisogno, assimilando quello che ciascuno di noi ingerisce e non quello che respira. Una presenza in eccesso non ha riflessi significativi su una condizione patologica, pertanto è ingiustificato il timore di soggiorni in località di mare. Infine, molte persone affette da obesità ne attribuiscono la responsabilità alla tiroide ma, va detto con chiarezza, questo non è quasi mai vero e anche gradi marcati di perdita di funzionalità tiroidea non si associano a significativo aumento di peso”. 
 
L’équipe della Struttura Complessa di Endocrinologia dell’Ospedale di Reggio Emilia è a disposizione per tutte le informazioni su prevenzione e visite e offre materiali informativi completi (Percorso giallo, Piano 1°; segreteria 0522 29 6075)). 
 
L’Ufficio Stampa 
 

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