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I sentimenti della nascita

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I sentimenti della nascita

 

L'attesa

La nascita di un bambino porta con sé una lunga attesa che accompagna i genitori per 9 mesi. In questi nove mesi tanti pensieri, fantasie e sogni ad occhi aperti fanno da cornice al pancione che cresce e al bambino che si fa posto nella mente, oltre che nel corpo. A chi assomiglierà? Di che colore avrà gli occhi? Quale sarà il suo nome? Come sarà la sua cameretta?…sono tutti interrogativi che prendono forma, in questi mesi, nella mente della mamma e del papà. Tanti sentimenti iniziano ad essere vissuti: impazienza, desiderio, paura, dubbio, gioia e questi faranno a gara e si rincorreranno fino al giorno del parto.

 

La tristezza

Dopo la nascita di un bambino può capitare, però, come mamme, di non sentirci felici come avevamo immaginato. Al posto della gioia tanto attesa è presente una sensazione di tristezza e l’unica cosa che abbiamo voglia di fare è piangere senza nessun particolare motivo. Ci sentiamo sole, inadeguate nel ruolo di mamma, irritate nei confronti del bambino e anche del nostro compagno, insoddisfatte delle nostre giornate. Non abbiamo più voglia di mangiare e forse nemmeno di dormire oppure dormiremmo tutto il giorno…insomma non ci sentiamo proprio delle brave mamme… anzi tutt’altro.

…E cosa sono questi pensieri che mi vengono? questa rabbia che provo per il mio piccolo, che così indifeso, tengo tra le mie braccia? Ma lui continua a piangere e io non lo capisco, non riesco a comprendere, come dicevano le riviste che ho letto in gravidanza, quale significato ha il suo pianto…ha fame? ha freddo? ha mal di pancia? Come faccio a saperlo? E mia suocera che dice “bisogna usare l’istinto materno”…beh mi dispiace, ma io non ne sono capace…tutto è inutile e il “mio angelo”, tanto desiderato, è destinato ad avere la mamma peggiore che poteva capitargli…”.

 

Di cosa si tratta?

Si stima che il 70-80% delle donne attraversi questo momento chiamato baby blues, uno stato depressivo passeggero che esordisce 2/3 giorni dopo il parto e che si risolve nell’arco di un paio di settimane.

Diverso, invece, è il caso della depressione post partum. I sintomi sono gli stessi, ma varia la loro intensità e la loro durata nel tempo. Questi vissuti iniziano ad interferire con le occupazioni della vita quotidiana e con la cura del bambino stesso. Una donna su dieci soffre di questo disturbo.

Le mamme solitamente vivono questi sentimenti in modo ritirato, nascosto, silenzioso, faticano a riconoscere e ad ammettere il proprio stato di sofferenza e iniziano a dubitare di essere in grado di prendersi cura del proprio bambino nel modo giusto, anche fare delle scelte diventa difficile.

 

Luoghi comuni

L’immaginario popolare ci tramanda un quadro idilliaco dell’ “essere madre”. La nascita di un bambino, infatti, sembra essere obbligatoriamente connessa ad una felicità perfetta, ed è un pensiero comune quello per cui la maternità “è una questione di istinto”.

Queste false credenze non ci permettono di accettare la presenza di sentimenti diversi, che le smentiscono. Sembra che  non possano esistere ambivalenza, frustrazione, errori, tristezza, rabbia, stanchezza…e questo non fa altro che aumentare il senso di inadeguatezza e confermare la sensazione di sentirsi una “cattiva madre”.

Oltre a questi sentimenti ambivalenti, spesso le neo-mamme percepiscono uno scarso sostegno da parte del partner. La vicinanza di una persona, che possa contenere i primi momenti del dopo parto diventa molto importante per una donna, soprattutto nei casi in cui il bambino sia un “bambino difficile” e l’incontro non rappresenti quell'idillio fantasticato durante la gravidanza.

 

Cosa può fare una mamma (una coppia) che sta sperimentando questi vissuti e queste emozioni?

Innanzitutto se lo stato depressivo è serio e interferisce con lo svolgimento delle attività quotidiane, occorre rivolgersi ad uno specialista, perché può avere delle conseguenze a lungo termine sia sulla vita della donna, sia sulla sua famiglia e soprattutto sul neonato.

Se invece questi sentimenti non incidono pesantemente sulla vita quotidiana, occorre comunque non sottovalutarli e affrontarli, senza negare ciò che sentiamo e proviamo. Non restiamo chiuse nel nostro silenzio, ma cerchiamo qualcuno con cui ne possiamo parlare apertamente. Parlare con le altre mamme, e sentire che non siamo sole, può aiutarci a vivere il nostro stato d’animo in modo diverso.