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Qui potete trovare proposte di film che affrontano il tema della maternità. È un modo diverso e piacevole per poter condividere emozioni e stati d'animo complessi come quelli che accompagnano la nascita di un bambino.

I film sono ordinati in base all'anno di uscita, partendo dai più recenti.

Saremo liete di ricevere da voi consigli e suggerimenti per l'inserimento di nuovi film e commenti da condividere con le altre mamme sui film proposti in questa sezione.

 

CHE COSA ASPETTARSI QUANDO SI ASPETTA

Il film descrive la vita di cinque coppie in attesa di un bambino: vita quotidiana, cambiamenti, diversità individuali

Anno: 2012
Regia: K. Jones

 

TUTTO PARLA DI TE

TRAMA: Pauline ritorna a Torino dopo una lunga assenza. Partita per fare una ricerca sull'esperienza e i problemi della maternità, si ritrova ad affrontare il suo passato, dove ha sepolto un segreto doloroso. Ogni mattina si incontra con Angela, una vecchia amica che dirige un Centro maternità, per raccogliere materiale e testimonianze. All'ingresso del consultorio incrocia Emma, una giovane mamma in difficoltà, che non riesce a gestire la responsabilità della maternità e si è chiusa in un silenzio sordo. Solo Pauline sembra toccarla, invitandola a confidarsi davanti a un caffè amaro. Pauline vorrebbe aiutarla, sentendo rinascere dentro di lei la voglia di prendersi cura di qualcuno, perdonandosi la colpa di un abbandono. Tra alti e bassi, incontri e scontri, Pauline ed Emma troveranno conforto l'una nell'altra, maturando la consapevolezza di una nuova identità di madre e di donna.

Genere: drammatico
Nazione: Italia
Anno: 2012
Durata: 83'
Regia: Alina Marazzi
Cast: Charlotte Rampling, Elena Radonicich, Valerio Binasco, Maria Grazia Mandruzzato.

 

COMMENTO: è difficile parlare di questo film, bisogna permettere alle emozioni di depositarsi. Gli spunti sono innumerevoli, io l’ho visto venerdì ed ho continuato a pensarci in questi due giorni.

È un film importante dal mio punto di vista perché smitizza in modo radicale e definitivo l’idealizzazione della maternità, la costrizione alla felicità, riesce a parlare direttamente, con cura, con enorme vicinanza ed intimità, dei sentimenti che investono le madri, profondi e sconvolgenti, terrificanti ed ineluttabili, indicibili spesso. È un film sulla solitudine della maternità, sulle difficoltà, sulla fragilità, sui sentimenti di paura, enorme responsabilità, sull’aggressività a volte al limite del comprensibile per il mondo esterno.
Credo però che riesca a trasmettere, fino in fondo la vitalità e la bellezza delle madri, la profonda, a volte fatale, capacità di amare, l’impegno a mettersi in gioco, ad esplorare i sentimenti imprevisti e a volte inaccettabili che la maternità suscita (le immagini delle donne intervistate lasciano albeggiare un sorriso timido ma fecondo). Una esperienza di Passione nel duplice significato che attribuiamo al termine: percorso tormentato e doloroso, sentimento intenso e totalizzante, estremo.
Il film interroga profondamente i servizi. A fronte della dovuta ed attenta cura del corpo (che contiene il bambino) e del suo benessere, appare molto più problematico riuscire ad intercettare e a “curare” ciò che si sviluppa nella mente delle madri e la complessità dei pensieri che nascono quando ci si apre al materno. La nascita è sempre una frattura identitaria, un varco che si apre che rimescola tutti gli aspetti più profondi della nostra storia. Ed è anche, inevitabilmente, una duplicazione (parte in cui Emma sente lo sguardo interrogante del bambino su di sé), in cui a volte si teme che la parte migliore di noi sia sfuggita col bambino. Ho pensato molto, dopo il film, alle madri che incontro (mi occupo di gravidanza, post-partum e migrazione) ma anche ad una delle situazioni che mi ha coinvolto di più in questi anni: l'esperienza della morte fetale, di perdere un bambino a fine gravidanza. Sono donne a cui non viene riconosciuto neanche il nome di madre, vivono la perdita di qualcuno che ancora non hanno potuto conoscere e curare. I riflessi emotivi all'interno della dimensione corporea sono molto pesanti, in queste situazioni il corpo si fa tomba e la capacità creativa si mescola con la componente distruttiva. Si tratta di un dolore atroce e, ancora una volta non riconosciuto, non concesso.
Tre punti sui quali chiederei alla regista di darci le sue riflessioni:

1. Dimensione TEMPO
Colpisce la condizione di apparente atemporalità dei racconti-descrizioni delle interviste, la messa in campo di uno scenario immobile, sospeso, di una condizione insormontabile. Nei colloqui con le mamme questo aspetto spesso mi colpisce, la difficoltà a vedere fluire e trasformarsi le situazioni, l’immersione totale nel presente con i suoi carichi, i gesti quotidiani, le ricorrenze opprimenti (pianto del bambino anche in assenza del bambino) Contemporaneamente il continuo rimando ai ricordi, ad altre case, infanzie, l’oscillazione tra realtà e fantasie, pensieri, sogni, tra dimensione adulta e dimensione bambina, tra giochi e lavoro. Ciò è tanto più paradossale in relazione al fatto che la nascita è il momento per eccellenza di attenzione alla dimensione del tempo, è un evento che segna una data, uno spartiacque irreversibile tra il prima ed il dopo, tra l’essere figlia e sentirsi madre, il passaggio delle generazioni, delle età con un inevitabile rimescolamento, disequilibrio, in cerca di un nuovo assetto.

2. MASCHILE-PATERNO
Grande assente, volutamente esterno alla dimensione intima e di ricerca interiore che il film propone, appare in poche scene come una figura in fuga, delegante e inconsapevole, che non sa comprendere, che di fronte all’impegno della cura del bambino si prende delle pause, gioca. Allo stesso tempo, la figura del (nonno)coreografo sembra preziosa e significativa perché indica una possibile evoluzione dell’esperienza della maternità verso un arricchimento della capacità creativa personale. Quindi non un evento che isola, mutila, rinchiude aspetti della propria identità, che impone una rinuncia, ma una esperienza che aiuta ad esplicare più compiutamente le proprie potenzialità generative e fecondatrici. Per gli psicologi è inevitabile la suggestione alle parole di D.W. Winnicott che parla della “preoccupazione materna primaria”, che lui descrive come “una malattia normale”, uno stato particolare che la madre deve raggiungere per potersi sintonizzare col suo bambino, che il mondo esterno faticherebbe a comprendere se non considerasse la presenza di un neonato. Winnicott conclude che nel momento in cui madre e bambino trovano una sintonia, si assiste a qualcosa di sorprendente, come “una danza senza parole”.

3. RISPECCHIAMENTO-IDENTIFICAZIONE
Per me è stato sorprendente e fonte di spiazzamento il dipanarsi della storia di Pauline e mi è anche sembrato uno dei messaggi forti del film. All’inizio, nel suo ritorno alla casa del passato, avevo immaginato una donna che si confrontava con il ricordo di una figlia perduta. Solo nell’ultima parte del film, a confronto con le difficoltà di Emma, si riconosce la storia di Pauline, di una figlia che ha perso una madre. Per tutto il film, durante le interviste, siamo alle prese con mamme che cercano intensamente di occuparsi, contenere, comprendere i propri bambine. Alla fine, nel racconto di Pauline, ci troviamo al cospetto di una figlia-bambina anziana che cerca di comprendere una madre quasi adolescente, e riesce ad esserle di aiuto proprio ripercorrendo e comprendendo la storia della propria madre. Ritrovando insieme la propria storia di figlia e la storia della madre, Pauline riesce a dare significato alla sua solitudine, che corrisponde alla solitudine della madre/delle madri e contemporaneamente anche a quella dei figli (delle figlie)... Nella frase “I figli sono forti” ho risentito un tema molto importante che mi trovo spesso a condividere con le mamme che incontro nella mia pratica professionale. La sofferenza di provare sentimenti complessi e delicati, e contemporaneamente la difficoltà a parlare, ad esprimere la propria sofferenza, la auto censura potente, (dice una mamma intervistata “non è mai successo niente, ma anche pensarlo è stato terribile”) l’auto-imposizione della felicità, per proteggere i benessere del bambino, la paura di creare sofferenza a colui che più vorrebbero proteggere, la fatica di lasciar emergere la propria fatica, l’aggressività ed il dolore, perché vissuti sono nella dimensione traumatica per il bambino e non, anche come occasioni di scoperta dei sentimenti complessi della vita, motivo di crescita comune, opportuno passaggio di separazione tra individui, possibilità di condividere una finitezza e di sostenere, non da soli, le diversità, i differenti colori degli eventi imponderabili dell’esistenza. Quasi una sorta di sfiducia nella capacità del bambino di fronteggiare la difficoltà ma anche di camminare con le sue gambe nel mondo (intervista della mamma di Castiglione dello Stiviere descrive bene questo “eccesso di amore” onnipotente e protettivo al limite della sottrazione dal mondo).

Piera Bevolo

TRAVOLTI DALLA CICOGNA

TRAMA: Barbara è una studentessa di filosofia, Nicolas vorrebbe fare del cinema ma per ora si accontenta di noleggiare film. È nel negozio di lui, parlandosi attraverso i titoli delle pellicole, che Barbara e Nico si conoscono e s'innamorano, fino a diventare una cosa sola, prima, e a concepire l'idea di creare una cosa altra, poi, che sia il frutto del loro amore. Ma la gravidanza e i primi mesi di vita di Léa non sono il "lieto evento" che Barbara si aspettava: la coppia scoppia, le frustrazioni sopite esplodono e lei si trasforma fino a perdersi…

Titolo Originale: Un heureux évenement
Genere: Commedia
Nazione: Francia
Anno: 2011
Durata: 107'
Regia: Rémi Bezançon
Cast: Louise Bourgoin, Pio Marmaï, Josiane Balasko, Thierry Frémont, Gabrielle Lazure

 

 

QUANDO LA NOTTE

TRAMA: Estate. Marina, sposata e con un bambino piccolo, arriva in montagna per trascorrere un mese di vacanza con lui. La casa in cui alloggia è fuori dal paese ed appartiene al solitario e cupo Manfred, guida alpina. Il piccolo piange e non dorme esasperando Marina. Finché una notte accade qualcosa nel suo appartamento. Manfred sfonda la porta, trova il bambino ferito e lo soccorre. Da quel momento ha inizio una sorta di indagine reciproca: Marina e Manfred hanno dentro delle ferite che cercano inutilmente di nascondere anche a se stessi.

Genere: drammatico
Nazione: Italia
Anno: 2011
Durata: 114'
Distribuzione: 01 Distribution
Regia: Cristina Comencini
Cast: Claudia Pandolfi, Filippo Timi, Thomas Trabacci, Denis Fasolo, Michela Cescon

COMMENTO: Il film esplora, in modo delicato e intimo, le emozioni dure e conflittuali del rapporto di una madre col suo piccolo bambino insonne. Paure, sensi di colpa, desiderio di conferma, che si intrecciano con la sua storia di bambina e con la storia infantile del protagonista maschile, un alpinista abbandonato dalla madre insieme ai fratelli. Nasce, tra loro, una comprensione assoluta ed impietosa, che li mette a nudo, uno di fronte all'altra, e li lega in modo indissolubile ed impossibile. Una storia che rappresenta, molto efficacemente, la complessità del diventare madre e la possibilità di divenire adulti, responsabili e capaci di relazioni profonde, attraverso l'esperienza della genitorialità.

 

LA TETA ASUSTADA (Il canto di Paloma)

<>Il film, ambientato in Perù, è basato sulla convinzione che il dolore, la tristezza possano infettare il latte materno e trasmettersi come malattia al figlio. La protagonista del film è una ragazza che ha "ereditato" questa malattia dalla madre, violentata durante la guera civile degli anni '80. Dovrà vincere le sue paure per affrontare il mondo. 

Anno: 2009
Regia: C. Llosa

 

IL RIFUGIO

Un film di OZON

Mousse perde il compagno Louis e scopre subito dopo di essere incinta, decisa a tenere il bambino lascia Parigi per rifugiarsi in una casa sul mare. Qui la raggiunge Paul il fratello di Louis proiezione della persona amata scomparsa e l’occasione per elaborare il lutto. I temi trattati sono il rifiuto della solitudine, l’amore che nasce nelle condizioni più improbabili, il valore salvifico della vita e degli affetti proiettati oltre la morte.

 

LO SPAZIO BIANCO

Maria (Margherita Buy) è un’insegnante quarantenne che si traferisce a Napoli dove insegna in una scuola serale; un’inattesa gravidanza, figlia di una fugace relazione, la porterà ad un travagliato parto prematuro, alla nascita di una piccola anima che si trova in bilico fra vita e morte nel limbo di un’incubatrice. E mentre la piccola Irene lotta, la neo mamma Maria si ritrova sospesa, a barcamenarsi emotivamente tra il tran tran quotidiano del suo lavoro e l’attesa infinita fatta di sala d’aspetto, terapia intensiva e solitudine, ma anche di anime affini, di altre mamma in attesa che condivideranno con lei gioie e dolori di una nuova consapevolezza in lento divenire.

Genere: drammatico
Nazione: Italia
Anno: 2009
Durata: 98'
Distribuzione: 01 Distribution
Regia: Francesca Comencini
Cast: Margherita Buy, Salvatore Cantalupo, Guido Caprinom Maria Paiato, Gaetano Bruno, Antonia Truppo, Giovanni Ludeno

 

IL PRIMO RESPIRO

Tre anni di lavoro, quindici mesi di riprese, dieci storie, dieci paesi… ma nove mesi per tutti!

IL PRIMO RESPIRO di Gilles De Maistre racconta la storia più universale di tutte: la nascita di un bambino. Vista nelle diverse culture di tutto il mondo: dalla Francia agli Stati Uniti, dall’India al Brasile, dal Giappone alla Siberia. Nell’azzurro di una piscina, tra i delfini, o sulle rive del Gange con l’aiuto di una guaritrice, in una sala operatoria oppure in una foresta con amici intorno che suonano e cantano.

Regia: Gilles de Maistre
Fotografia: Gilles de Maistre
Montaggio: Marie Quinton
Produzione: Mai Juin Productions
Distribuzione: Lucky Red
Paese: Francia 2007
Uscita Cinema: 13/02/2009
Genere: Documentario
Durata: 99’

 

JUNO

La gravidanza inaspettata di una ragazza adolescente, che darà prova di risorse e maturità insospettate. Affronterà il percorso, fino alla nascita del bambino, prendendo decisioni complesse.

Anno: 2007
Regia: J. Reitman

 

MOLTO INCINTA

Giovane graziosa e raffinata si scopre incinta, dopo un incontro occasionale con un partner bizzarro e poco affidabile. Nonostante i conflitti nella coppia, si assisterà a sviluppi imprevisti.

Anno: 2007
Regia: J. Apatow

 

I FIGLI DEGLI UOMINI

Film di fantascienza; in una società futura, le nascite sono quasi inesistenti, a rischio di estinzione della specie. Le gravidanze e le donne incinte sono da proteggere strenuamente.

Anno: 2006
Regia: A. Cuaron

 

BABIES

Documentario spiritoso e poetico sulla crescita di quattro neonati, in quattro contesti geograficamente molto distanti fra loro (Mongolia, Giappone, California, Namibia).

Anno: 2006
Regia: T. Balmes

 

LA VITA CHE SOGNAVO

Frannie McKenzie (Joanne Kelly) ha dei buoni amici, un lavoro eccitante e un appartamentino a New York. Proprio mentre la sua carriera sta per prendere il volo e il suo nuovo fidanzato, Calvin (Lucas Bryant), un musicista, è in procinto di partire per un tour in Europa, Frannie si accorge di essere incinta e improvvisamente le sue priorità di vita si capovolgono. Abbandonata New York, Frannie torna dai suoi genitori in Canada, disoccupata, emotivamente a terra, ma decisa a crescere il suo bambino anche senza un compagno accanto...

Genere: commedia
Nazione: Canada
Anno: 2005
Durata: 90'
Distribuzione: Atrium Production
Regia: Kelly Makin
Cast: Lucas Bryant, Arlene Duncan, Rosemary Dunsmore, Colin Ferguson, Karen Ivany, Joanne Kelly, Kristin Lehm

 

LA SCONOSCIUTA

Fin dall’inizio, la storia va oltre qualsiasi intento moralistico e di denuncia. Il film si costruisce intorno ai sentimenti materni, la solitudine, il rimorso, il rimpianto.

La tensione ci accompagnerà per tutta la visione e fino alla fine rimarremo avvolti in una suspense intrigante…

Nazione: Italia
Regia: Giuseppe Tornatore

 

LA BESTIA NEL CUORE

Sabina è bella, fa un lavoro che le piace e ha un compagno che ama. Tuttavia, da un po' di tempo, strani incubi la tormentano e si domanda se è veramente felice. Quando scopre di aspettare un bambino, Sabina inizia a recuperare i ricordi legati alla sua infanzia passata in una famiglia borghese, severa e rassicurante, che nasconde però un angosciante segreto. Con l'aiuto del fratello Daniele, trasferitosi negli Stati Uniti, cercherà di recuperare la serenità e il rapporto con il suo compagno Franco...

Anno: 2005
Genere: Drammatico
Nazione: Italia
Regia: Cristina Comencini

 

CUORE SACRO

Irene Ravelli ha ereditato dal padre non solo il patrimonio, ma anche uno spiccato senso degli affari. Ottenuto il dissequestro dell'antico Palazzetto di famiglia, Irene scopre che una delle stanze, abitate un tempo dalla madre, è rimasta intatta come se la donna ci abitasse ancora. Il fantasma della madre e l'incontro con una straordinaria bambina, Benny, generano in Irene un conflitto che la porta ad un totale cambiamento.

Anno: 2005
Genere: Drammatico
Nazione: Italia
Regia: Ferzan Ozpetek

 

L’ESTATE DI MIO FRATELLO

A Sergio, bambino chiuso e solitario, figlio unico di due genitori con un rapporto difficile, viene rivelata durante l'estate, la nascita di un fratellino. Il bambino inizia a fantasticare sulle conseguenze della presenza del fratello, sviluppando una sorta di ossessione e vedendo il nuovo nato come in intruso in grado di rubargli lo spazio vitale e l'affetto dei genitori. Allora elabora possibili strategie su come eliminare l'avversario gettandolo su una graticola. Quando la madre però subisce un inaspettato aborto, Sergio si sente in parte responsabile e finisce per voler espiare la sua "colpa" offrendo il suo sangue al fratellino immaginario, che non dimenticherà neppure anni dopo…

Anno: 2005
Genere: Drammatico
Nazione: Italia
Regia: Pietro Reggiani

 

LA PICCOLA LOLA

Il film affronta il problema dell'adozione visto attraverso gli occhi di due giovani sposi. Bernard Tavernier ci descrive, con una riflessiva ma ambigua regia, le vicissitudini di Pierre e Géraldine, una coppia francese che sogna di adottare un bambino cambogiano. La piccola Lola è un film posto in un confine ideale tra commedia, dramma, e il genere documentario. Tema non facile quello dell'adozione, e raro al cinema, trattato con il giusto equilibrio emotivo.

Anno: 2005
Genere: Drammatico
Nazione: Francia
Regia: Bertrand Tavernier

 

LE RICAMATRICI

La delicata relazione tra una giovane adolescente, incinta, ed una ricamatrice. Lavorando fianco a fianco, tra le due donne crescerà un rapporto profondo, da madre a figlia.

Anno: 2004
Regia: E. Faucher

 

GUARDO, CI PENSO E NASCO

Un angelo custode ha solo 24 ore per convincere un anima che la vita sul pianeta terra vale la pena di essere vissuta. La commedia si intreccia tra le paure delle madre e quelle del bambino che simbioticamente e simbolicamente dialogano dando forza l’uno all’altra, in una deliziosa avventura e di corsa contro il tempo…

Anno: 2000
Genere: commedia
Nazione: USA
Regia: Nick Castle

 

QUI DOVE BATTE IL CUORE

Una mamma giovane, sola perchè il compagno se ne è andato, si trova a crescere la sua bambina, affrontando dure prove, riuscendo a scoprire la sua forza.

Anno: 2000
Regia: M. Williams

 

MAYBE BABY

Il film affronta il tema dell'infertilità e del desiderio di avere un figlio ad ogni costo, faticando a concepirlo. Nel frattempo il marito, sceneggiatore alla BBC, trae spunto dalla sua personale vicenda per scrivere un testo, la moglie non concorda sull'idea.

Anno: 2000
Regia: B. Helton

 

TESORO É IN ARRIVO UN BEBÉ

I Bridges, sposati da poco, vivono alla periferia di Chicago. Lui pubblicitario, aspirante romanziere si sente impreparato all'evento. Affronterà la confusione dei mesi di attesa e i nuovi cambiamenti.

Anno: 1988
Regia: J. Hughes