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Citazioni, pensieri e parole

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A volte attraverso la poesia e le parole di scrittori e pensatori proviamo emozioni profonde e riusciamo a ripercorrere parti della nostra vita.

Questo spazio è dedicato alla raccolta di pensieri e poesie che possiamo condividere.

 

Morning Song
[canto del mattino]

Come un grasso orologio d’oro l’amore ti mise in moto.
La levatrice schiaffeggiò le piante dei tuoi piedi, e il tuo grido pelato
prese il posto tra gli elementi.
Le nostre voci echeggiano, magnificando il tuo arrivo. Nuova statua.
In un museo percorso da correnti d’aria, la tua nudità
adombra la nostra sicurezza. Ti attorniamo vacui come mura.
Non sono più madre tua io
della nuvola che distilla uno specchio per riflettervi la sua propria lenta
cancellatura per mano del vento.
Tutta la notte il tuo fiato-di-falena
ondeggia tra le rosee lisce rose. Veglio per ascoltare:
un mare lontano muove nel mio orecchio.
Uno strillo, e dal letto incespico, pesante come una vacca e floreale
nella mia vestaglia vittoriana.
La tua bocca s’apre nitida come quella d’un gatto. Il riquadro della finestra
s’imbianca e ringoia le sue tetre stelle. E ora tu provi
un tuo trillo di note;
le chiare vocali sorgono come palloni d’aria.

Sylvia Plath

Sylvia Plath è stata una poetessa e scrittrice statunitense. Morning Song fa parte della raccolta di poesie intitolata “Ariel”. Scritta il 19 febbraio 1960, a 10 mesi dalla nascita della primogenita Frieda e a pochissimi giorni da un aborto spontaneo, è una meditazione sul miracolo della nascita, ma anche la constatazione di una maternità problematica e di una non perfetta unione tra madre e figlia. Da qui la contrapposizione tra la purezza e la leggerezza di Frieda neonata e la goffa pesantezza della madre.

 

Scan
[ecografia]

Dentro di me, un paesaggio lunare di organi,
senza sangue, forse un mostro;
il mio sangue pulsa. Fino a una bolla
nera. Silenziosa, lenta come un fiore
che s’apre da gemme-membra,
un pulsare-anemone di dita.
Sotto lo spesso velo della mia pelle,
non me, ma collegato; cieco,
con una testa-bulbo, tessuto invisibile
che ruota su ossa delicate come pesci.
Grande come un topo, col cuore di passero,
esso che diventa tu, nuovo dal
nulla; il miracoloso alieno,
flessibile come un’anguilla in sogni vuoti.
E come gli uomini che amano il pianeta
azzurro, il mondo è cambiato. 

Gillian K. Ferguson

Gillian K. Fergusonè una poetessa scozzese. Ha pubblicato: ‘Baby: Poems on Pregnancy, Birth and Babies’ (Canongate, and in the US, Grove Atlantic) – il primo libro di poesia che traccia una mappa completa dell'esperienza di diventare madre; ‘The Human Genome: Poems on the Book of Life’, con cui ha vinto il Creative Scotland Award.

 

Una neo mamma ci ha inviato questa bella poesia che vogliamo far arrivare a tutte, come auspicio di crescita per voi e per i vostri bambini.

***

Pensa come un albero
Assorbi il sole
Dichiara la magia della vita
Sii aggraziato nel vento
Rimani dritto dopo una tempesta
Sentiti rinnovato dopo la pioggia
Cresci forte senza farti notare
Sii forte per ogni stagione
Dai riparo agli estranei
Resisti a un periodo freddo
Rinasci al primo segnale di primavera
Affonda le radici mentre tenti di raggiungere il cielo
Rimani quieto abbastanza da sentire le tue foglie frusciare.

Karen Shragg

 

PAROLE e POESIE di Alda Merini

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.

***

Le donne sono enigmi di dolore
che noi uomini non scioglieremo mai.
Come bruciano le lacrime
come sembrano infinite
nessuno vede le ferite
che portate dentro voi.
Nella pioggia di Dio
qualche volta si annega
ma si puliscono i ricordi
prima che sia troppo tardi..

***

C’è un posto nel mondo dove il cuore batte forte, dove rimani senza fiato, per quanta emozione provi; dove il tempo si ferma e non hai più l’età; quel posto è tra le tue braccia in cui non invecchia il cuore, mentre la mente non smette mai di sognare… Da lì fuggir non potrò poichè la fantasia d’incanto risente il nostro calore e no…non permetterò mai ch’io possa rinunciare a chi d’amor mi sa far volare.

***

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri. E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri. Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili, di finire alla mercè di chi ci sta di fronte. Non ci esponiamo mai. Perché ci manca la forza di essere uomini, quella che ci fa accettare i nostri limiti, che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.

Alda Merini

 

"Il giardino di cristallo" 

….. Malayheh "Hai visto i suoi occhi? Com'è bello! Ha uno sguardo inquieto. Cerca la sua mamma"

Hamid "E quello là?... E' così piccolo!.....Perché questo qui piange? Non c'è nessuno che li culli?"

"Signore, per fortuna non siete una donna, se no morireste di preoccupazione per ogni loro grido. Un neonato deve piangere un po’. E' il suo modo di esistere. Se piange, vuol dire che reclama qualcosa. Quello di cui ha bisogno in questo mondo è vivere e donare la sua fiducia. Così conoscerà il valore dell'amore e avrà fede nell'avvenire"disse la pediatra …..

Mohsen Makhmalbaf

 

Ballata delle donne

Quando ci penso, che il tempo è passato, le vecchie madri che ci hanno portato, poi le ragazze, che furono amore, e poi le mogli e le figlie e le nuore, femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.
Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.
Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna, penso che è culla una pancia di donna, e casa è pancia che tiene una gonna, e pancia è cassa, che viene al finire, che arriva il giorno che si va a dormire.
Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente, la lunga notte che divento niente.
Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

Edoardo Sanguineti

 

"Le madri

Hanno il coraggio della domanda
e sono disposte ad affrontare l'incertezza,
a dubitare dell'evidenza,
a mettere in crisi le loro identità"

S. Vegetti Finzi

 

***

É da tanto che voglio scrivere: osservate più spesso le stelle.
Quando avrete un peso nell’animo, guardate le stelle o l’azzurro del cielo. Quando vi sentirete tristi, quando vi offenderanno, quando qualcosa non vi riuscirà, quando la tempesta si scatenerà nel vostro animo, uscite all’aria aperta e intrattenetevi da soli col cielo.
Allora la vostra anima troverà la quiete.

Pavel Florenskij, Non dimenticatemi.
Le lettere dal gulag del grande matematico, filosofo e sacerdote russo

 

***

Si può immaginare la vita delle donne come un gioco tra il pieno ed il vuoto. Gioco di cui tu non hai trovato la soluzione.
(Ma chi l'ha trovata?) Non sei neppure caduta nella tentazione di seguire quel che già tutti sanno. Subito ti domandi: è questo ciò che devo essere? E il corpo ti pare la forma con cui modellare le risposte. Pieno: la gravidanza. Come se fosse soltanto a partire dalla maternità che la donna acquisisce miracolosamente il significato del suo essere. Funziona per un po’, sopprime l'angoscia.
La donna è piena fino a scoppiare. Dorme con la sua gravidanza.
La nascita del figlio la sveglia, a volte brutalmente. Il figlio è ormai nel mondo, lei non ce l'ha più, il suo equilibrio è in pericolo. Nel corpo restano buchi da riempire, e lì si annida la depressione. E' di nuovo sola col suo vuoto. E si riapre la domanda: cosa significa essere donna? Soltanto attraverso il vuoto si è donna e si riesce a immaginare come ci si riempie, nella ricerca eterna della risposta

M. Serrano, "Noi che ci vogliamo così bene"

 

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Nascere è una forma di memoria

A. Benali

 

***

Da un asse all'altro avanzavo
così, lenta, prudente.
Sentivo le stelle sul capo,
e sotto i piedi il mare.
Questo solo sapevo: un altro passo
poteva essere l'ultimo.
Ed avevo quell'andatura incerta
che chiamano esperienza.

E. Dickinson

 

***

Se le stagioni non cambiassero mai
e gli alberi fossero verdi sempre
e le menti seguissero un solo cammino nella vita
e i cuori seguissero un solo sogno,
se l’estate perdesse la sua calda luce
e se l’inverno perdesse il suo gelo
e se i venti del mutamento dovessero cessare
e se le maree del tempo stessero immobili
e se gli occhi non potessero più vedere le differenze,
e tutti gli scopi fossero diretti ad un solo obiettivo,
allora la vita non sarebbe più né fuoco né ghiaccio
e in verità né cuore né anima.

G. Walsh

 

***

Una parola al momento opportuno fa giustizia a tutti quanti i rancori, sono convinto, per dirla in termini pratici, che sia utile far toccare con mano alle madri i loro risentimenti, anche i più “aspri”. Condividere il mestiere di mamma, sollevare la coltre di solitudine consente alla mamma stessa, non più idealizzata, di “odiare” a volte il suo bambino, senza mai fargliela pagare.

D. Winnicott

 

***

L’amore vale
se costa almeno
la nostra parte.
Il seme
custodito anche nel sonno cresce:
il più,
il meglio e
l’indicibile
verranno a noi
per grazia

A. A. Saporito

 

Due

Quando saremo due,
saremo veglia e sonno,
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due
come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come i tempi del battito,
i colpi del respiro.
Quando saremo due,
non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due,
nessuno sarà uno, uno sarà uguale di nessuno
E l’unità consisterà nel due.
Quando saremo due,
cambierà nome pure l’universo
diventerà diverso.

Erri De Luca