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Le vostre lettere - anno 2017

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Lettera della mamma di Gaelle

Un anno. 3789 pannolini fa. Auguri a noi. Perché diciamocelo, oggi compiamo il nostro primo anno da genitori. Scade la garanzia. E questo fa riflettere. Un anno di pura improvvisazione, perché non è che il bebè te lo danno completo di manuale d'istruzione…e no! Devi montare e ri-assemblare la tua vita come se avessi portato a casa un armadio ad angolo Ikea, senza manuale. Impresa ardua, si sa.

Oggi brindo a noi, a me. Alla donna che sono oggi, diversa da quella di un tempo. Brindo alle notti insonni, ai 12690 elefanti che si dondolavano, a quando mi sono sentita una pessima mamma, e a quando mi sono detta "beh, niente male". Brindo al baby blues, alla doccia che ancora oggi non dura più di 3 minuti, alle cene fatte di avanzi consumate in piedi mentre canto nella vecchia fattoria.

Brindo alle occasioni perse, agli aperitivi mancati, alle amicizie che ho perso e a quelle che ho conquistato. Brindo a quando cucino la cena con prodotti biodinamici e a quando invece inforno i sofficini. A tutti quelli che mi hanno dato consigli non richiesti, inutili e dannosi. Che se tornassi indietro manderei tutti a quel paese, perché ogni storia è a sé e non esiste giusto o sbagliato, ora lo so.

Buon compleanno Gaëlle. Ma soprattutto auguri a noi! E un brindisino...chissà mai che stanotte si dorma.

 


 

Lettera di Marina

Buongiorno, sono una ragazza di 19 anni e sono diventata mamma di un bellissimo bambino 4 mesi fa. Il mio compagno vive con me e con i miei genitori e insieme si trovano bene. Purtroppo da quando è nato il bambino ci sono stati un po' di problemi; inizialmente io sono andata incontro alla depressione post partum dalla quale sto, fortunatamente, uscendo; il mio compagno fa il cameriere e la nascita è coincisa con l‘alta stagione del locale, quindi spesso mi ritrovavo senza di lui la sera e per questo abbiamo iniziato a litigare, io ero sempre arrabbiata e pensavo di aver perso totalmente la mia vita. Volevo la mia vita indietro, volevo uscire, volevo passare un po' di tempo da sola, non lo portavo mai in giro perché non volevo dover gestire i suoi pianti in mezzo alla gente, perché non volevo essere giudicata dagli altri per il fatto di aver avuto un bambino cosi presto. Non mi sentivo una buona mamma perché ho dovuto interrompere l‘allattamento dopo 15 giorni per mancanza di latte, proprio io che avevo sempre detto "il latte lo hanno tutte, non è vero che non c'è" e invece mi sono dovuta ricredere e avevo paura che la gente mi giudicasse per questo. È sempre stato un bambino tranquillo, ma quando ha i suoi cinque minuti non lo calmi con niente, alla fine io qualche modo l' ho trovato. In questi quattro mesi io e il mio fidanzato abbiamo continuato a litigare, per svariati motivi, dal lavoro, al suo modo di stare con il bambino e ora siamo arrivati a litigare quasi ogni giorno. Io penso che lui sia depresso, o meglio ne dimostra i sintomi, essendo io una studentessa di psicologia all'università. Penso anche che questo condizioni un po' il mio modo di fare il genitore, infatti gia prima che nascesse il bambino ho sempre letto le teorie piu vaste sullo sviluppo, sul cibo, sul sonno e su praticamente tutto cio che possa riguardare un neonato e, vi giuro, pensavo di essere pronta, pensavo che se avessi messo in pratica le teorie tutto sarebbe andato bene, invece mi sono ritrovata che nonostante i miei sforzi, lui da solo nel lettino non si addormenta, la routine della nanna non funziona, il metodo easy ancora meno, l‘allattamento non è andato bene e ho capito che mio figlio è tutt‘altro che un bambino da manuale. Ma ho capito anche che lo amo nonostante tutto, nonostante abbia mandato all‘aria tutte le teorie degli studiosi piu luminari. Purtroppo, però dopo essermi abituata a mio figlio, è sorto il problema della famiglia del mio fidanzato, che mi odia, e detto da mia suocera " speravo che tu non fossi la ragazza di mio figlio". Critica il modo in cui mi occupo del bambino, critica il fatto che sono una volontaria di croce rossa e che piuttosto dovrei andare a lavorare per 40€, io non le ho permesso di comandarmi e le ho detto che siamo noi genitori a dover decidere la nostra vita e il modo di crescere il bambino. Anche perché loro non ci hanno mai aiutato, pretendono di dare consigli su un bambino che hanno visto forse 5 volte da quando è nato e pretendono che io rispetti quello che dicono, anche se non l‘ho mai fatto. Mi sento totalmente alla deriva, non so cosa fare, la sua famiglia mi crede una povera idiota ignorante e mi hanno anche definita "mamma part time" solo perché ho la fortuna di avere un aiuto dai miei. Non so cosa fare, ho bisogno di qualcuno che guardando la situazione da fuori, riesca a darmi un consiglio. 

Grazie mille, cordiali saluti, Marina

 


 

Lettera di Sibilla e Gabriele

Lollino,

abbiamo saputo di aspettarti un po' con quell'incredulità e stupore che ci distingue nel vivere alcune circostanze, quelle di per loro incontrollabili, un po' a "caso" (tranquillo nel quotidiano e per la maggior parte della nostra esistenza rischiamo di essere due spacca balle, prediligiamo la precisione, pianificazione, pignoleria e controllo... quindi preparati :o))... più o meno un anno fa ci siamo detti: "massì, ci sposiamo, andiamo alle Hawaii e poi vediamo se arriva un figlio"... ed eccoci qui, a pochi giorni dalla scadenza (o secondo tua nonna dal cambio della luna che ti farà nascere prima) ad aspettarti ancora e ancora (non solo noi, ma tutti quelli che ci circondano e ci vogliono bene) e a considerarci molto fortunati per il tuo arrivo. 

In questi nove mesi, dopo l'incredulità iniziale, appunto, ci siamo pian piano resi consapevoli della tua presenza e del tuo arrivo... abbiamo condiviso la nostra gioia e le preoccupazioni, riso, pianto (soprattutto io), bisticciato, litigato... abbiamo fatto spazio nella nostra mente e nella nostra vita, ci siamo preparati al cambiamento che porterai nella nostra famiglia, sentendoci pronti per una nuova fase del nostro stare insieme che si aprirà con la tua nascita... e come sarà?? Come sarai?? Ti proviamo ad immaginare, ma l'immaginazione non sarà mai paragonabile alla realtà... avrai i miei occhi? Sarai biancolino come me o scurino come tuo padre? Avrai il suo carattere (quasi sicuramente), sarai bravo o monello... e poi?? Non possiamo sapere come sarà il futuro, tanto che non ci siamo neanche mai posti il problema se saremo o no dei buoni genitori, perchè sappiamo perfettamente che insieme continueremo a ridere, piangere, bisticciare, litigare, preoccuparci e crescere insieme.... che comunque vada saremo i tuoi genitori, che ci prenderemo cura di te fino alla fine dei nostri giorni insieme ai tuoi nonni, zii, cugini e le numerose persone che ci amano, insegnandoti ad amare la vita, a rispettarla a tua volta, a comprendere il valore assoluto dell'amore e dell'amicizia e a diventare uomo... scusaci fin da subito se non saremo perfetti, ma sappi che ce la metteremo tutta.... anche se questo mondo in cui arriverai per noi ha tanti problemi, ti diciamo di arrivare presto nella nostra un po' pazza ma fantastica famiglia, perchè la vita merita di essere vissuta.