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Precisazioni in merito alle porte dell'Ospedale di Correggio

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Alcune ulteriori informazioni in seguito a quanto emerso sulla stampa locale e a ulteriore precisazione delle dichiarazioni del Direttore Generale, Dr. Fausto Nicolini, in merito al problema dei letti dei nuovi reparti di degenza dell’Ospedale San Sebastiano di Correggio.

L’ipotesi di allargamento delle porte delle 8 stanze che non consentivano una agevole movimentazione dei letti era una della soluzioni elaborate  dal servizio tecnico di concerto con la direzione ospedaliera, allo scopo di controbilanciare le ridotte ed immodificabili  dimensioni dei corridoi (cm 140).

Una seconda ipotesi riguardava l’utilizzo di letti mobili ed elettrificati, di minori dimensioni (5 cm di lunghezza e 5 di larghezza), compatibili con una più agevole movimentazione. Questi letti, già utilizzati all’altro piano di degenza,  sono prodotti da una ditta diversa da quella che si è aggiudicata la gara effettuata dalla Centrale Acquisti regionale (IntercentER) per l’arredamento dei nuovi reparti.

La prima opzione presenta alcuni aspetti di miglioramento complessivo della logistica al piano di degenza, rispetto ad una progettazione datata ai primi anni 2000, gravata da vincoli strutturali e impiantistici, trattandosi di un ampliamento dell’Ospedale che risale agli anni ’60 e che risente dei criteri, della cultura architettonica, della tipologia di arredi e dei criteri organizzativi dell’epoca. Originariamente a questo piano di degenza era prevista la collocazione di un reparto di medicina e non di riabilitazione.

Si precisa che i lavori edili di adeguamento delle porte non sono iniziati, per cui i costi stimati per questo intervento sono esclusivamente teorici.

La Direzione Generale è infatti in attesa di una relazione tecnica che definisca opportunità e costi delle diverse possibili soluzioni. Questo anche in considerazione del fatto che la riorganizzazione dell’Ospedale di Correggio è oggetto di studio da parte di un gruppo di lavoro istituito nell’ambito della elaborazione dei contenuti del PAL ospedaliero, che dovrà ridefinire aspetti organizzativi e logistici legati all’incremento dei posti letto. 

A questo proposito, il cronoprogramma dei trasferimenti ha sempre previsto in una prima fase il trasferimento dei servizi specialistici ambulatoriali, dei servizi territoriali e l’attivazione del comparto operatorio (già operativi) a piano terra dell’edificio storico ed entro il primo quadrimestre dell’anno il trasferimento dei reparti di diagnosi e cura e di riabilitazione estensiva di Albinea.

Tempi che saranno rispettati.