Nota di risposta al Direttore de Il Resto del Carlino: “In un giorno dimessa e poi ricoverata”

Reggio Emilia, 9 Luglio 2014

In merito all’articolo “In un giorno dimessa e poi ricoverata”, pubblicato sull’edizione locale del Resto del Carlino del 6/7/2014, si precisa quanto segue.
La paziente è stata accompagnata e visitata una prima volta in Pronto Soccorso in data 2/7/2014 in quanto ritrovata a terra, cosciente, vicino al divano di casa; in questa occasione sono stati eseguiti vari accertamenti radiologici e una visita specialista ortopedica a seguito dei quali è stata dimessa con diagnosi di "Contusione emicostato sx, gomito sx e colonna vertebrale.
In questo episodio, contrariamente a quanto affermato dalla figlia, la paziente è stata accettata alle ore 21.01 con codice colore verde, è  entrata in ambulatorio alle ore 23.17 ed è stata dimessa alle ore 01.54. Si sottolinea che in anamnesi, come riferito dalla figlia al medico ortopedico che ha eseguito la visita, risulta: “…da alcuni mesi decadimento cognitivo e limitata autonomia deambulatoria (non cammina da due mesi)…”.
La paziente è stata dimessa  con richiesta di trasporto in ambulanza, in quanto non trasportabile con altri mezzi e, quindi, esente dal pagamento sia dell'ambulanza che di qualsiasi altro ticket.
 
In data 4/7/2014 alle ore 12.18 la paziente giunge a visita neurologica urgente su invio del Medico di Medicina Generale, ed è stata visitata alle 13.19.
La paziente ha eseguito TAC alle ore 14.25: l'esame mostrava una "piccola focalità a significato ischemico cronico in sede periventricolare”, condizione evidentemente non correlata con la situazione clinica che aveva motivato l’accesso della paziente alla struttura ospedaliera. E' stata, quindi, trasferita alle ore 14.51 in Pronto Soccorso, visitata in ambulatorio alle ore 15.10 e trattenuta in attesa di ricovero, nel posto letto del reparto più appropriato per le sue condizioni.
Alle ore 16.00, il Pronto Soccorso veniva informato della disponibilità del posto Letto e veniva programmato il trasferimento della paziente presso il reparto Neurologia.
Al momento della dimissione dal Pronto Soccorso, si riscontrava che i dati anagrafici della paziente erano errati in quanto in anagrafica era presente una paziente omonima, ma nata un anno prima.
Alle ore 16.24 si provvedeva alla sistemazione dell'anagrafica e conseguentemente al ricovero c/o Neurologia con diagnosi di "rallentamento ideomotorio e difficoltà di stazione eretta".
La Sig.ra è stata presa in carico, sottoposta ad ulteriore visita neurologica alle ore 17.40 e ad elettrocardiogramma alle ore 18.54. E’ stato, poi, impostato un programma di accertamenti non urgenti.
In merito al fatto che la figlia della sig.ra sia stata inviata al Pronto Soccorso per ritirare il referto cartaceo degli esami, si sottolinea che questa non è la prassi seguita dalla Struttura, in quanto la copia cartacea degli esami accompagna la paziente nel suo trasferimento presso il reparto di ricovero.
Tuttavia in questo periodo si sta completando l’attivazione del nuovo laboratorio unico centralizzato e nonostante gli esiti degli esami siano tempestivamente consultabili on-line dai medici curanti sulla piattaforma informatica aziendale, la stampa cartacea e la relativa validazione dal medico di guardia presente del laboratorio necessitano di un tempo maggiore. Per questo motivo e per velocizzare l’iter diagnostico della paziente è stato chiesto al familiare di recuperare contestualmente anche la copia cartacea.
Infine, relativamente a quanto riportato nell’articolo (“Mi avevano rassicurata: è solo osteoporosi. Adesso ha un’ischemia”), si precisa che un ischemia cerebrale cronica è una condizione di riduzione di afflusso di sangue estremamente frequente nelle persone anziane, instauratasi nel corso del tempo, causata da una progressiva incapacità dei vasi di assicurare un adeguato apporto di ossigeno al cervello e alla base della insorgenza di forme di decadimento cognitivo. Non si tratta, quindi, di un evento acuto (come l’ictus o l’attacco ischemico transitorio) che richiede un immediato intervento diagnostico e terapeutico, bensì di una condizione evolutiva legata all’età ed a patologie croniche che ne favoriscono l’insorgenza. Non vi sono interventi terapeutici in grado di arginare o far regredire il quadro ischemico, dal momento che si tratta di situazioni in cui il danno cerebrale è consolidato.     
 
L’Ufficio Stampa