Nota di Risposta al Direttore de "Il Resto del Carlino": Non è corretto generalizzare

Reggio Emilia, 18 Luglio 2014

ALL’ATTENZIONE DEL DIRETTORE DE 
IL RESTO DEL CARLINO  ED. REGGIO EMILIA

 

NOTA DI RISPOSTA 
Non è corretto generalizzare

In relazione alla vicenda sanitaria che ha coinvolto la sig.ra Cinzia Bartoli esprimiamo rammarico per le complicazioni affrontate dalla paziente e confermiamo il massimo impegno dell’Azienda a collaborare con gli accertamenti in corso da parte della Autorità giudiziaria, rimettendo alla stessa le valutazioni.
Con riguardo alla affermazione riportata nell’articolo ed attribuita alla signora: “due errori sulla stessa persona mi fanno pensare che ci sia una casistica talmente alta che gli altri non si vengono a sapere…”, preme precisare quanto segue.

È dal 1999 che, accogliendo le indicazioni e le linee guida poste in materia dalla Regione Emilia Romagna, l’Azienda presidia con appositi piani e programmi la gestione del rischio nei processi di diagnosi e cura a tutela dei pazienti e degli operatori. 
Anche ai fini dell’accreditamento regionale, sono obiettivi prioritari, con esiti verificati e documentati, l’applicazione di comportamenti e regole di provata sicurezza insieme alle analisi preventive dei rischi, anche attraverso sistemi di segnalazione spontanea di situazioni pericolose o di incidenti (analogamente a quanto si fa in altre organizzazioni ad alto rischio, quali l’aviazione o gli impianti nucleari) e, di conseguenza, l’attivazione degli operatori per neutralizzare situazioni individuate come pericolose. 
Gli approcci nuovi si aggiungono a quelli già praticati ed integrano gli aspetti di protezione del paziente con quelli legati alla sicurezza dei lavoratori ed al benessere nei luoghi di lavoro. 
Pur nella consapevolezza che nessuna attività umana è a rischio zero, è definitivamente entrato a fare parte degli obblighi etici assunti da gestori ed operatori il monitoraggio e miglioramento continuo della sicurezza del contesto e delle procedure sanitarie, attraverso continui controlli e riaggiustamenti della performance di sistema per impedire il verificarsi (o il ripetersi) di eventi sfavorevoli.
Con una attività che si attesta, in media, ogni anno su 45.000 pazienti dimessi, 4 milioni di prestazioni ambulatoriali erogate e 84.000 accessi in Pronto Soccorso, l’Azienda riceve annualmente, da parte di pazienti, una media di 70 ricorsi, non tutti sostenuti, come verificato ex post, da effettiva fondatezza.  
Alla luce di questi dati, si ritiene che l’affermazione riportata nell’articolo sia incomprensibilmente generica ed infondata oltre che non rispettosa dell’impegno posto  quotidianamente da centinaia di operatori dell’ospedale a tutela dei pazienti. 

L’UFFICIO STAMPA