Un ecografo portatile per la Chirurgia oncologica e un anno di stage negli USA per una biologa ricercatrice

Figlia del noto pittore reggiano Giannino Tamagnini, la donatrice è stata formalmente ringraziata questa mattina alla presenza del direttore generale Antonella Messori e dei primari Claudio Pedrazzoli e Francesco Merli  


Un ecografo potatile che può essere trasferito in poco tempo al letto del paziente e una borsa di studio per sostenere oltreoceano uno studio innovativo che la giovane ricercatrice reggiana Valentina Fragliasso sta conducendo sui linfomi presso il Weill Cornell Medical College di New York. A questo sono stati destinati i 40mila euro donati dalla signora Angela Tamagnini, figlia del noto pittore reggiano Giannino Tamagnini.
 
Questa mattina è avvenuta in Ospedale la presentazione della apparecchiatura. Hanno accolto la signora Tamagnini il direttore generale della Azienda ospedaliera IRCCS Santa Maria Nuova Antonella Messori, il direttore della struttura complessa di Chirurgia generale a indirizzo oncologico e ricostruttivo Claudio Pedrazzoli, il direttore della struttura complessa di Ematologia e socio fondatore del Grade Francesco Merli.
 
Progettata per essere impiegata anche al di fuori dal contesto ospedaliero in quanto resistente e compatta, l’apparecchiatura andrà in dotazione alla Chirurgia oncologica,
“La scelta di questo modello – spiega il dottor Pedrazzoli – nasce soprattutto dalle esigenze nella pratica quotidiana del personale infermieristico del reparto di Degenza ordinaria, del reparto di Degenza Breve, di Alta intensità chirurgica e di Terapia semi-intensiva”.
Una parte del personale infermieristico ha eseguito un corso preparatorio per imparare ad utilizzare questo strumento destinato a facilitare il cateterismo vescicale e periferico e, nei prossimi mesi, la formazione sarà allargata al resto della équipe.
La donazione serve a finanziare, inoltre, un anno di stage al Weill Cornell Medical College di New York (inizio febbraio 2015) della biologa reggiana Valentina Fragliasso, in forze alla équipe della Ematologia diretta da Francesco Merli. La ricercatrice sta conducendo una indagine sui linfomi a cellule T con particolare interesse sullo studio di oncogeni coinvolti nella loro formazione. Oncogeno è qualunque fattore capace di indurre una proliferazione tumorale maligna in un tessuto dell’organismo. 
Soddisfatta Angela Tamagnini ha dichiarato: “Grade-onlus  mi ha permesso di realizzare il desiderio di  donare qualcosa di utile alla comunità in memoria dei miei genitori. Oggi si è conclusa un’esperienza della quale sono particolarmente felice perché ho notato nel Grade tanta professionalità, serietà e puntualità e, soprattutto, persone che lavorano con il cuore”.
Francesco Merli, tra i fondatori della Onlus, ha commentato: “Ringrazio affettuosamente la Signora Angela Tamagnini per aver accolto con entusiasmo un progetto rivolto ai giovani e al futuro del nostro reparto e del nostro ospedale. Il progetto che la biologa Valentina Fragliasso sta sviluppando a New York è solo il primo di una serie. Confidiamo che l'ormai prossima inaugurazione del CO-RE, il Centro Oncoematologico non sia un punto di arrivo ma di partenza, uno straordinario contenitore che diverrà una fucina di giovani che possano arricchire le capacità di assistenza e cura ai nostri pazienti”
“Un grazie speciale ad Angela Tamagnini perché, con il suo gesto, ha mostrato di avere grande fiducia in questo ospedale, nel suo potenziale di crescita, nei suoi professionisti, a tutti i livelli” ha concluso Antonella Messori “Apprezziamo in modo particolare il fatto che abbia deciso di investire su una giovane ricercatrice e sul personale infermieristico che utilizzerà l’apparecchiatura donata per svolgere compiti avanzati. Ringrazio anche il Grade che è stato, ancora una volta, un tramite prezioso tra la generosità dei privati e il Santa Maria Nuova”.
 
L’Ufficio Stampa
 
Foto, da sinistra: Francesco Merli, Antonella Messori, Angela Tamagnini, Claudio Pedrazzoli 
 

L’APPROFONDIMENTO 

L’ecografo donato alla Chirurgia ad Indirizzo Oncologico e Ricostruttivo é dotato di due diverse sonde ecografiche. La prima si utilizza per l'addome e permette di fare diagnosi di globo vescicale in caso di anuria post-renale. Questo strumento evita al paziente il danno biologico del cateterismo inutile e riduce le spese di un set per cateterismo vescicale. Permette, inoltre, di fare diagnosi di ematoma o versamento addominale in caso di shock emorragico.
La seconda sonda permette al personale infermieristico di eseguire con più facilità il cateterismo periferico nei pazienti obesi, stante la difficoltà di raggiungere in urgenza una vena periferica.
 
LA LETTERA DI VALENTINA DA NEW YORK
Sono passati quasi quattro mesi da quando sono arrivata nella “Grande Mela”; fin dall’inizio ho avuto la sensazione che qui il tempo scorresse più velocemente. Sono stata accolta nel laboratorio del Prof. Giorgio Inghirami in modo molto caloroso e subito mi sono sentita a casa. Non ci ho messo molto ad ambientarmi, siamo tutti ragazzi italiani e, come ogni laboratorio che si rispetti, la maggioranza sono donne! Il laboratorio si occupa prevalentemente di ricerca traslazionale sui linfomi a cellule T ed è focalizzato sullo studio di oncogeni. Lavoro insieme alla collega Ramona e ci occupiamo soprattutto di comprendere i meccanismi che regolano il differenziamento di un particolare sottotipo di linfociti T. Il campo di studi è affascinante ma molto complesso; al momento siamo nelle primissime fasi dello studio e stiamo cercando di ricreare in vitro le condizioni e gli stimoli ideali per il differenziamento. Siamo diventate il “Th17 team”, lavoriamo fianco a fianco e, tra un esperimento e l’altro, non ci facciamo mancare il nostro caffè italiano. Contemporaneamente collaboro anche con il gruppo di Ari Melnick per studiare il contributo delle regioni non codificanti del genoma nei linformi anaplastici a cellule T. L’ambiente della Weill Cornell Medical College è veramente stimolante, non mancano seminari e conferenze tenute da guru scientifici e il clima in laboratorio è altrettanto collaborativo. I ritmi lavorativi sono frenetici e impegnativi, ma l’entusiasmo e la curiosità hanno il sopravvento.
New York, d’altra parte, mi ha accolto con la grande tempesta di neve e meno venti gradi, ma è riuscita a farsi perdonare molto in fretta: una città meravigliosa con le luci, i grattacieli e le mille opportunità, una città che non dorme mai, qui si corre e non è concesso fermarsi.
Fin da subito mi ha colpito come potessero convivere così tante culture diverse e così tanti luoghi diametralmente opposti. Per quanto abbia visitato ancora molto poco, posso dire che è difficile non amarla.
Questi primi quattro mesi sono stati intensi e ricchi di emozioni diverse, devo ammettere che non è mancata la nostalgia di casa. Sono stati mesi in cui la sensazione principale è stata quella di poter, ogni giorno, arricchirmi sia scientificamente che personalmente e per questo sono davvero felice di vivere questa avventura.