Il 18 aprile il secondo incontro dedicato alla futura Casa della Comunità che nascerà a Castelnovo di Sotto e ai bisogni di salute dei cittadini dei comuni dell’Unione Terre di Mezzo

14/04/23

Martedì 18 aprile alle 20:30 si terrà il secondo dei due momenti di dialogo e informazione con i professionisti dell’azienda sanitaria di Reggio Emilia dedicati alla popolazione che afferisce ai comuni dell’Unione Terre di Mezzo. 
Gli appuntamenti segnano la ripresa del percorso di progettazione partecipata della futura Casa della Comunità di Castelnovo di Sotto che avrà sede in via della Conciliazione, nell’edificio completamente ristrutturato che ospitava i Poliambulatori.

L’appuntamento si intitola “La comunità in salute: strategie per migliorare il mio benessere” e si tiene nella sede della Pubblica Assistenza di C.Sotto in via Petrarca n.6. Interverranno Simone Storani - Referente Dipartimento Cure Primarie Area Centro AUSL Reggio Emilia, Marco Tamelli - Referente Piano Regionale della Prevenzione Dipartimento Salute Pubblica, Vincenzo Lavecchia - Dipartimento Cure Primarie Area Centro AUSL Reggio Emilia, Ermanno Rondini – Presidente LILT - Luoghi di Prevenzione, prevenzione e cura del tabagismo, di un esperto UISP.  A moderare il dibattito sarà Mauro Incerti, presidente della cooperativa sociale CPS e cittadino castelnovese. 
Durante la serata sarà possibile prenotarsi per l’attivazione dello SPID.


La Casa della Comunità è un luogo di prossimità dove i cittadini possono trovare accoglienza e risposte ai propri bisogni sanitari, sociosanitari e sociali. Non vuole essere solo il luogo di offerta dei tradizionali servizi socio-sanitari ma, soprattutto, un luogo di risposta sociale innovativa attraverso il coinvolgimento delle risorse del territorio e della comunità nel suo insieme. In quest’ottica, l’offerta di servizi socio-sanitari è pensata a partire dai bisogni e dalle necessità della comunità, perché la salute si genera dove le persone vivono.

L’obiettivo organizzativo è di rendere concreta l’assistenza di prossimità per la popolazione di riferimento e creare un luogo multidisciplinare che integri progettazione ed erogazione di interventi sanitari e sociali.

In previsione dell’apertura della Casa della Comunità di Castelnovo Sotto, negli anni precedenti la pandemia, in collaborazione con i Sindaci dei comuni, l’Azienda sanitaria aveva avviato un percorso di coinvolgimento delle istituzioni, delle associazioni, dei cittadini che aveva portato alla sottoscrizione del Patto Sociale di Comunità per il benessere e la salute. Il patto contiene i principi e le linee guida per costruire e sperimentare insieme una nuova forma di Casa della Salute appunto la Casa della Comunità. Dopo tre anni di stop, la ripresa del percorso prevede diversi momenti di confronto sui bisogni espressi dai territori, ai primi due già calendarizzati ne seguiranno altri. La Casa della Comunità di Castelnovo Sotto è in fase di completamento.

 

Il contesto delle Case della Comunità e la Casa di Castelnovo Sotto 

La Casa della Comunità è il luogo al quale rivolgersi per trovare risposta ai propri problemi di salute, un punto di riferimento certo e ben riconoscibile per i cittadini, vicino e abituale. 
  
Le Case della comunità nascono per offrire in modo coordinato:

  • accesso ai servizi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali in un luogo visibile e facilmente accessibile alla popolazione di riferimento; 
  • la garanzia della risposta alla domanda di salute della popolazione nelle 24 ore 7 giorni su 7; 
  • la presa in carico del cittadino sulla base dei diversi bisogni di salute e secondo un approccio proattivo; 
  • l’attivazione di percorsi di cura multidisciplinari, che prevedono la integrazione tra servizi sanitari, ospedalieri e territoriali, e tra servizi sanitari e sociali;
  • la partecipazione della comunità locale, dei pazienti e caregiver. 


La Casa di Castelnovo Sotto sarà punto di riferimento non solo per i comuni che, insieme a Castelnovo, formano l'Unione "Terra di Mezzo", ossia Cadelbosco Sopra e Bagnolo, ma anche per i comuni limitrofi, con un bacino stimato di oltre 30 mila abitanti. 
La Casa ospiterà il Nucleo di Cure Primarie (NCP) n.6 dell'Area Centro del Dipartimento Cure Primarie aziendale, Distretto di Reggio Emilia. La sua prossimità geografica ai distretti sanitari confinanti, Montecchio e Guastalla, nonché ai paesi di Campegine (a 3,7 km, 5.232 abitanti) e Poviglio (a 4,0 km, 7.313 abitanti) amplia il bacino potenziale di ulteriori 12.500 abitanti.

Ampia è stata sinora la collaborazione dell’azienda sanitaria con gli enti locali nel creare sinergie con le forze sociali e le risorse formali e informali del territorio allo scopo di condividere un percorso di coesione sociale e di partecipazione per la creazione di nuove relazioni e nuove reti che rispondano in modo adeguato ai bisogni del territorio. 
La struttura intende agevolare i percorsi di partecipazione e individuazione di linee progettuali e obiettivi condivisi con diversi soggetti della comunità: associazioni di volontariato e sportive, parrocchie, servizi educativi e scolastici, gestori dei servizi per anziani e disabili.


La ristrutturazione in fase di completamento dell'edificio in via della Conciliazione prevede di:

  • migliorare l'accesso ai servizi socio-sanitari e sociali attraverso il Punto unico di Accesso Socio-Sanitario (PUA), per garantire la presa in carico integrata dei cittadini che presentano bisogni complessi, con valutazione multidimensionale e stesura di piani assistenziali individualizzati nell'ottica della flessibilità e dell'efficienza dell'uso delle risorse disponibili; 
  • attivare una sede del Servizio Sociale unificato dei comuni dell'Unione Terre di Mezzo (Castelnovo Sotto, Cadelbosco Sopra e Bagnolo in Piano) per favorire l'integrazione tra i servizi sociali e i servizi sanitari nel dare risposta ai bisogni complessi connessi ai profondi mutamenti sociali in corso;
  • migliorare la collaborazione con i MMG e i Pediatri di Libera Scelta PLS di C. Sotto, che si prevede possano progressivamente trasferirsi nella sede e con i MMG di Cadelbosco di Sopra, in modo da garantire la continuità assistenziale alla popolazione di riferimento e l'accessibilità all'assistenza ambulatoriale e domiciliare in orario diurno che diventerà H24 con il coinvolgimento dei Medici di Continuità Assistenziale,  la cui sede è oggi presso la Pubblica Assistenza di C. Sotto;
  • migliorare la continuità nella gestione integrata delle principali patologie croniche attraverso approcci multidisciplinari e multiprofessionali e l'attivazione dell'ambulatorio dedicato (in particolare per scompenso cardiaco e diabete) nel quale l'infermiere, il medico di famiglia e lo specialista, seguendo un approccio improntato alla medicina d'iniziativa, collaborano alla presa in carico dei pazienti, alla loro educazione terapeutica e all'empowerment. Inoltre, la vicinanza del servizio sociale, agendo precocemente in modo integrato con i sanitari sulle condizioni di fragilità, sarà efficace nella prevenzione della non autosufficienza, ritardando il più possibile il passaggio dalla cosiddetta "zona grigia", cioè la zona della fragilità che non è ancora non autosufficienza alla condizione di non autosufficienza  conclamata;
  • realizzare il punto di accoglienza (PUA), nel quale dare informazioni per accedere ai servizi della Casa e semplificare i percorsi (es: rilascio esenzioni, prescrizioni presidi protesici);
  • garantire e migliorare l'accesso alle cure domiciliari; la stretta collaborazione tra operatori favorirà la presa in carco congiunta tra MMG/PLS e infermiere per I casi complessi, consentendo ai cittadini, soprattutto anziani, di permanere nel proprio contesto di vita il più a lungo possibile; 
  • garantire l'assistenza ostetrica; la vicinanza con il MMG e il PLS favorirà le necessarie interazioni in questo ambito mentre la vicinanza con i servizi sociali servirà alla presa in carico precoce   delle  difficoltà  genitoriali, con effetto preventivo sul  disagio  nei  minori; 
  • dare impulso a iniziative di educazione e promozione della salute, in stretta collaborazione con associazioni di volontariato e rappresentanze dei cittadini; 
  • ospitare il locale punto di raccolta sangue dell'Avis, in sinergia con il Punto prelievi dell'Azienda USL; 
  • migliorare la funzionalità degli sportelli Cup-Saub, con maggior rispetto della privacy e della ricettività della sala d'attesa; 
  • offrire una sala riunioni per gli incontri delle equipe sanitarie, del NCP, di educazione sanitaria e sviluppo di competenze sull'autocura dei cittadini con patologie croniche e dei familiari e caregiver.

 

La situazione in provincia di Reggio Emilia 

Complessivamente nella provincia di Reggio Emilia sono attive 12 Case della Salute e nel mese di ottobre 2022 è stata inaugurata a Castellarano la prima Casa della Comunità. Grazie ai fondi del PNRR – Piano Nazionale di ripresa e resilienza per le reti di prossimità e la telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale, si aggiungeranno ulteriori 10 interventi per altrettante Case della Comunità: Albinea, Reggio città, San Martino in Rio, Guastalla, San Polo d'Enza, Roteglia, Scandiano, Castelnovo ne' Monti, Villa Minozzo, Carpineti. Sono in fase di programmazione, con ulteriori finanziamenti, la Casa della Comunità di Reggio Est e di Casalgrande. 

 

 

L’Ufficio stampa


Locandina
 


Ultimo aggiornamento: 17/04/23