La ricostruzione dei fatti ha evidenziato che non era stata sottovalutata la condizione clinica della gestante

Reggio Emilia, 25 Marzo 2011

All’attenzione del Direttore della Gazzetta di Reggio


In relazione a quanto comparso sulla Gazzetta di Reggio in data di ieri, 24/3 e di oggi, in merito alla vicenda della signora ricoverata presso la Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia, nel luglio 2010, la Direzione della Azienda Ospedaliera Arcispedale Santa Maria Nuova e tutti i professionisti della equipe del reparto sono profondamente consapevoli e partecipi del dolore che ha investito i genitori per l’esito della gestazione.
Preme evidenziare che a seguito del caso, come sempre avviene secondo la prassi ospedaliera, sono state fatte tutte le valutazioni atte a rilevare la natura di quanto accaduto, anche con il concorso di pareri tecnici esterni.
Nell’attesa dell’esito delle indagini disposte dalla Autorità Giudiziaria, si sottolinea che indicazioni di urgenza/emergenza rispetto alle condizioni di salute della madre e del feto, se fossero state presenti, avrebbero attivato immediate e conseguenti procedure clinico-assistenziali da parte del personale del reparto. L’evoluzione della vicenda non ha relazione con la condizione temporanea di lavoro in corso nel reparto in quelle stesse ore, essendo l’Arcispedale in grado di rispondere, in qualunque circostanza e nel modo più adeguato, alle situazioni di urgenza/emergenza ostetrica. Il quadro clinico rappresentato dalla signora, in particolare, non era di urgenza e, tanto meno, di emergenza ostetrica.
Ricordiamo che la letteratura medica internazionale indica, ancora oggi, percentuali di sette casi di morte endouterina ogni mille nati. Circa la metà di esse avvengono nella seconda parte della gravidanza e non in tutti i casi, affermano gli specialisti, è possibile adottare contromisure preventive, non essendo dato di comprendere con anticipo quanto potrà avvenire. Le cause di tali decessi, che spesso si manifestano all’improvviso, restano ancora oscure nella metà dei casi.
In questo ambito rientra anche il caso di morte endouterina verificatasi nello scorso mese di Settembre, da Voi richiamato nella edizione di ieri, 24/3, nel quale il parto cesareo inizialmente previsto (per ragioni dovute al non corretto posizionamento del feto) era stato annullato.
Preme evidenziare che la vicenda, inizialmente inserita tra quelle oggetto di attenzione da parte di due commissioni ministeriali (Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale e Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali) non è stata ascritta a caso di “malasanità” e nessuna responsabilità è stata attribuita ai professionisti coinvolti.
Fiducia e stima hanno contraddistinto, nel tempo, la buona reputazione della equipe della Struttura di Ostetricia e Ginecologia di questo Ospedale, diretta dal Prof. G.B. La Sala, sostenute anche dal dato numerico dei parti, aumentati in pochi anni da 2.000 ad oltre  2.500 annui.


L’UFFICIO STAMPA ASMN