Trattamento chirurgico plastico ricostruttivo per il tumore al seno: la Breast Unit reggiana compie un altro passo in avanti

Reggio Emilia, 20 Ottobre 2011

Importanti i passi in avanti compiuti, negli ultimi trent’anni, dalla chirurgia del cancro al seno: la Chirurgia Oncoplastica rappresenta oggi la nuova frontiera del trattamento a servizio della chirurgia tumorale.
Uno dei promotori e tra i più esperti della Chirurgia Oncoplastica in Italia è il Dott. Maurizio Nava, Direttore della Unità di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Grazie alla collaborazione recentemente avviata da Azienda Ospedaliera e Azienda Usl di Reggio Emilia e la Fondazione IRCCS nella quale il chirurgo è attivo, il dott Nava sarà a Reggio Emilia diverse volte al mese per operare, insieme al team reggiano, le pazienti che, rivolgendosi all’Arcispedale Santa Maria Nuova o all’Ospedale di Guastalla, verranno prese in carico dalla Breast Unit Integrata.
L’obiettivo della Chirurgia Oncoplastica consiste nell’asportare completamente il tumore nel rispetto dei criteri della radicalità oncologica, perseguendo un buon risultato estetico; è la ricostruzione del bello simultaneamente alla rimozione del male. L’intervento ricostruttivo viene impostato e realizzato sulla traccia dell’intervento oncologico, così da restituire al corpo la forma che la psiche considera appropriata.
Come spiega Guglielmo Ferrari, responsabile della Struttura Interaziendale di Senologia, all’interno della Breast Unit reggiana: “Per ottenere buoni risultati è fondamentale che il senologo ed il chirurgo plastico conoscano sia la parte oncologica che quella ricostruttiva della mammella. L’Oncoplastica è il lavoro d’insieme fra le due professionalità al fine di ottenere i migliori risultati terapeutici ed estetici. Questo il passaggio evolutivo dalla chirurgia generale ad impronta demolitiva alla nuova figura del chirurgo senologo oncoplastico-ricostruttivo, in grado di affrontare qualunque opzione chirurgica in tempo reale”.
Oggi il trattamento conservativo rappresenta la scelta nel 75-80% dei casi.
Sono stati oltre 600 gli interventi complessivi di patologia mammaria operati sino ad oggi nell’Ospedale reggiano, oltre 800 nell’intera provincia di Reggio Emilia.
Maurizio Nava ha fondato nel 1999 la Scuola di Oncologia Chirurgica Ricostruttiva con l’obiettivo di trasferire l’esperienza acquisita in anni di ricerca clinica e sperimentale ai centri specializzati,  promuovendo corsi di aggiornamento pratico e teorico e rapporti di collaborazione attiva, al fine di far crescere una serie di centri dedicati alla patologia, in grado di rispondere alle esigenze di un trattamento sempre più complesso e personalizzato. Nel 2006 ha messo a punto e pubblicato la nuova tecnica di mastectomia e ricostruzione immediata della mammella, da effettuarsi in un tempo solo per permettere alla donna di affrontare la terapia chirurgica del tumore alla stregua di un intervento di chirurgia estetica.
Il dott Nava spiega: “L’approccio oncoplastico non è invalidante e favorisce la ripresa di una vita normale da parte della donna operata. In particolare, l’oncoplastica della mammella ha raggiunto tecnologie e risultati di assoluta efficacia. Il carcinoma mammario è oggi guaribile nel 90% dei casi. Sapere come sarà il proprio corpo "dopo" e decidere tra diverse possibilità insieme al medico” continua il chirurgo ”permette di affrontare interventi come la mastectomia con meno incertezze e più serenità. Il risultato estetico produce un immediato effetto psicologico positivo - Anche nel caso dell’asportazione totale della mammella, la chirurgia oncoplastica opera la ricostruzione preservando gli elementi costitutivi e connotativi del seno (areola, capezzolo, cute)”.

Giorgio Mazzi, Direttore Sanitario della A.O. Santa Maria Nuova commenta: ”La collaborazione con l’equipe del Dott. Nava permetterà di incrementare il numero di interventi oncoplastici e ricostruttivi che venivano già eseguiti presso il Santa Maria Nuova e rappresenterà una occasione di confronto e di crescita per i professionisti coinvolti nel percorso Breast Unit. Si svolgeranno incontri per valutare insieme donne operate al seno e per pianificare e programmare l’ intervento ricostruttivo o di simmetrizzazione che verrà eseguito dalle due equipe, quella reggiana e quella milanese. La stretta cooperazione tra gli istituiti darà corso a nuovi progetti di ricerca e qualificherà ulteriormente la Senologia reggiana in un ambito non solo regionale, a tutto vantaggio delle pazienti”.

L’Ufficio Stampa


Nella foto, da sinistra: Bruno Nava, Guglielmo Ferrari, Daniela Riccò, Giorgio Mazzi 

Allegato: La Breast Unit integrata interaziendale della Provincia di Reggio Emilia  

APPROFONDIMENTI

LA CHIRURGIA SENOLOGICA DELL’ARCISPEDALE SANTA MARIA NUOVA
Costituita nel Maggio del 2010
come struttura semplice dipartimentale a valenza interaziendale, si avvale di tre chirurghi senologi e di un chirurgo plastico. La struttura ha visto aumentare del 35%, nel corso dell’ultimo anno, i casi trattati; dei 600 casi operati il 94% erano residenti in provincia di Reggio Emilia; il 6% residenti fuori provincia. Dei 400 casi di neoplasia sui quali è intervenuta l’equipe, il 75% ha usufruito di una chirurgia conservativa.

LA CHIRURGIA CONSERVATIVA
Ha progressivamente e definitivamente sostituito la mastectomia
nel trattamento dei tumori in stadio iniziale. Associata alla radioterapia, essa è in grado di garantire alle pazienti le stesse percentuali di sopravvivenza globale e migliori risultati estetici con un accettabile rischio di recidiva locale.
La diffusione dei programmi di screening ed il perfezionamento delle indagini diagnostiche (mammografia digitale e risonanza magnetica) hanno portato ad un incremento della diagnosi di tumori sempre più piccoli ed all’elaborazione di più accurate tecniche di localizzazione e trattamento dei tumori non palpabili.
La tecnica del linfonodo sentinella, per i tumori in stadio iniziale, ha permesso di evitare in molti casi la dissezione ascellare senza rinunciare alle importanti informazioni date dai linfonodi loco-regionali.
Le conoscenze sempre più approfondite delle caratteristiche  biologiche e anche in certi casi delle espressioni genetiche del tumore fanno si che ci siano sempre più armi a disposizione che permettono di curare e ottenere una maggior sopravvivenza.
Negli ultimi anni si è fatto un passo avanti rispetto alla quadrantectomia che Veronesi propose in alternativa alla mastectomia circa 30 anni fa ;oggi si persegue l’obiettivo del recupero estetico della mammella affetta dalla neoplasia e di mantenimento della visione d’insieme bilaterale, per conservare l’autostima ed il senso di adeguatezza della donna.

L’ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI DI MILANO – FONDAZIONE IRCCS
L’Istituto  è stato fondato nel 1925 come Ente Morale con il nome di Istituto Nazionale Vittorio Emanuele III per lo Studio e la Cura del Cancro. È stato riconosciuto Istituto a Carattere Scientifico nel 1939 e confermato tale nel 1981. Trasformato in Fondazione nel 2006, rappresenta un centro di eccellenza nel quale vengono messi a punto protocolli di trattamento e nel quale team di giovani esperti provenienti da diverse parti del mondo conducono ricerca sperimentale. Di rilievo la tecnica del trapianto di cellule di tessuto adiposo (in grado di rigenerarsi) e di cellule staminali in sede mammaria per permettere una ricostruzione più naturale del seno, anche senza protesi.