Esternalizzazione del servizio di trasporto interno al Santa Maria Nuova: pienamente rispettate dalla Azienda le indicazioni legislative

Invitiamo la Consigliera Comunale Paola Soragni ad una più attenta lettura della normativa nazionale relativa alla certificazione antimafia

Reggio Emilia, 17 Novembre 2014

In relazione agli articoli apparsi in questi giorni relativi alla certificazione antimafia di cui sarebbe sprovvista la ditta alla quale questa Azienda ha appaltato il servizio di accompagnamento e trasporto interno di pazienti da e per il Pronto Soccorso a/da tutte le Unità Operative ed il trasporto notturno delle salme, la Direzione generale, sentito il parere positivo del Presidente del Collegio Sindacale avv. Stefano Ferri, ritiene gravemente lesive della immagine di questa Azienda le affermazioni contenute nella nota a firma della Consigliera Comunale Paola Soragni e desiderano evidenziare quanto segue. 
  
La stipula del contratto con la Ditta Croce Amica che, a seguito di regolare appalto, si è aggiudicata la fornitura del servizio, è avvenuta in data 29/09/2014 a seguito di esplicita indicazione da parte della Prefettura di Ravenna a procedere sulla base dell’art. 92 del Dlgs 159/2011,  fatta salva la successiva facoltà di revoca o recesso in caso di interdittiva antimafia. 
 
Più precisamente l’art. 92, al secondo e terzo comma, prevede testualmente:
Fermo restando quanto previsto dall'articolo 91, comma 6, quando dalla consultazione della banca dati emerge la sussistenza di cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all'articolo 67 o di un tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all'articolo 84, comma 4, il prefetto rilascia l'informazione antimafia interdittiva entro quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta. Quando le verifiche disposte siano di particolare complessità, il prefetto ne dà comunicazione senza ritardo all'amministrazione interessata e fornisce le informazioni acquisite entro i successivi trenta giorni. Il prefetto procede con le stesse modalità quando la consultazione della Banca dati è eseguita per un soggetto che risulti non censito.
Decorso il termine di cui al comma 2, ovvero, nei casi di urgenza, decorso il termine di quindici giorni dalla ricezione della richiesta, i soggetti di cui all'articolo 83, commi 1 e 2, procedono anche in assenza dell'informazione antimafia. In tale caso, i contributi, i finanziamenti, le agevolazioni e le altre erogazioni di cui al comma 1 sono corrisposti sotto condizione risolutiva e i soggetti di cui all'articolo 83, commi 1 e 2, revocano le autorizzazioni e le concessioni o recedono dai contratti, fatto salvo il pagamento del valore delle opere già eseguite e il rimborso delle spese sostenute per l'esecuzione del rimanente, nei limiti delle utilità conseguite.”
 
La citata procedura è stabilita da una norma di legge, tra l’altro recente e diretta proprio ad evitare infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema degli appalti; sottrarsene sarebbe grave responsabilità del Dirigente che non deve effettuare alcuna valutazione nel merito circa l’opportunità di tali disposizioni, bensì è chiamato ad una attenta applicazione
  
L’Azienda ha agito, pertanto, in modo del tutto corretto, non essendo compito di questa valutare l’adeguatezza dell’impianto normativo, che invece spetta al legislatore. 
  
Si ritiene opportuno evidenziare che il regolare svolgimento del servizio e l’impegno da parte della Ditta, insieme alla soddisfazione di utenti ed operatori circa la sua qualità, elementi ai quali è formalmente legato il contratto, sono quotidianamente oggetto di monitoraggio da parte delle competenti strutture aziendali che sino ad oggi non hanno rilevato elementi a sfavore.
Essendo un appalto di servizi, inoltre, nulla viene anticipato alla ditta aggiudicatrice, che fattura a fine mese il servizio regolarmente effettuato.
  
Oggi come in passato è alta da parte di questa Azienda, come conferma anche la sottoscrizione del protocollo antimafia provinciale, l’attenzione al fenomeno mafioso.
  
La Direzione