Il MIRE all’attenzione delle commissioni consiliari regionali

Presentato questa mattina a Bologna il progetto del futuro Maternità Infanzia Reggio Emilia alle commissioni Politiche per la salute e Promozione della parità fra donne e uomini.

Reggio Emilia, 18 Marzo 2014

Il progetto di realizzazione della struttura Maternità e Infanzia di Reggio Emilia (MIRE) è stato presentato questa mattina in sede di audizione congiunta promossa dalle commissioni Politiche per la salute e Promozione della parità fra donne e uomini.
Sono stati relatori i coordinatori del progetto per le due Aziende sanitarie reggiane, rispettivamente Martino Abrate, Direttore del Dipartimento Ostetrico Ginecologico Pediatrico della Azienda Ospedaliera IRCCS Santa Maria Nuova e Antonella Messori, Direttore dei Servizi Ospedalieri dell’Ausl e Responsabile del Programma Provinciale Materno Infantile. Insieme a loro Deanna Ferretti, Presidente della Associazione CuraRE Onlus, appositamente costituitasi nel Maggio 2011 per sostenere la realizzazione del nuovo ospedale.
Scopo dell’audizione era approfondire la conoscenza di un progetto ritenuto di strategica importanza per il territorio reggiano ed i diversi passi avanti compiuti nel corso dell’ultimo biennio. Particolarmente vicino, è stato spiegato, è il traguardo della progettazione definitiva che verrà realizzata entro il 2014 dallo Studio Tecnico Binini Partners ed il cui costo verrà interamente coperto con una donazione modale di CuraRE Onlus.
I coordinatori del progetto hanno illustrato i presupposti che hanno costituito l’origine del MIRE, nel 2011: diventare un ospedale di riferimento nella rete assistenziale del Servizio sanitario regionale, garantendo la migliore integrazione tra ospedale e territorio insieme alle più avanzate modalità di assistenza ed accoglienza ai pazienti ed alle loro famiglie. L’obiettivo sarà rispondere a nuovi bisogni, valorizzando ruoli professionali e rivedendo l’insieme dell’organizzazione sanitaria per la cura delle donne, dei neonati e dei bambini. All’incremento della natalità, infatti, sono andati associandosi una maggiore complessità socio-sanitaria, con l’aumento di nascite premature e gravidanze patologiche (e conseguenti problemi in età pediatrica), oltre ai cambiamenti in atto nella struttura familiare. Sono tutti elementi che impongono agli operatori sanitari di possedere competenze sempre più specialistiche, da integrare con quelle relazionali, nell’ottica della cosiddetta “umanizzazione dei servizi”.
Una nuova struttura, con spazi appositamente progettati secondo modelli innovativi è la risposta che potrà consentire di favorire la migliore integrazione fra accoglienza e assistenza, formazione continua degli operatori e ricerca clinica.
Esprimendo un generale apprezzamento e la convinzione che questa esperienza possa avere una valenza nazionale, oltre che regionale, nell’audizione sono intervenuti i presidenti delle due commissioni, Roberta Mori (Parità) e Monica Donini (Salute), e i consiglieri Thomas Casadei, Marco Carini e Marco Barbieri (Pd).


L’Ufficio Stampa