Neonati: prevenire la sindrome della morte in culla - “Nanna sicura … a pancia in su”: da un’idea di Seeds for SIDS, donati oggi alla Neonatologia dell’Ospedale Santa Maria Nuova 450 body per neonati

Un modo per richiamare l’attenzione sulla più importante regola che i genitori devono seguire

Reggio Emilia, 27 Marzo 2014

La Sindrome della Morte Improvvisa del Lattante (Sudden Infant Death Syndrome, o SIDS), conosciuta comunemente come “morte in culla”, è per definizione la morte inattesa di un lattante apparentemente sano, di età inferiore ad un anno che si verifica generalmente durante il sonno. Le cause rimangono ignote nonostante accertamenti ed approfondimenti.
Nonostante campagne di sensibilizzazione molto diffuse e capillari abbiano inciso sensibilmente sull’esposizione dei lattanti ai differenti fattori di rischio, la SIDS rappresenta ancora oggi la terza causa di morte nei bambini con età compresa tra un mese e un anno nei paesi industrializzati. L’incidenza è circa dello 0,3-0,7‰ con l’Emilia-Romagna posizionata nella fascia più bassa. La maggior parte dei casi si verifica in un’età compresa tra i 2 e i 4 mesi.
 
Sensibilizzare sulle regole che possono prevenire questo evento drammatico è il compito che si è data sin dal 1991 l’associazione Seeds for SIDS (Semi per la SIDS), nata da un gruppo di famiglie toscane e nota a livello nazionale.
Con questo spirito l’associazione ha messo a punto la campagna di sensibilizzazione che ha fatto tappa questa mattina a Reggio Emilia, nella Neonatologia del Santa Maria Nuova, ed ha visto la donazione di 450 piccolissimi body che recano la scritta “Nanna sicura… a pancia in su” (come da foto) richiamando, in tal modo, la prima regola che i genitori devono seguire: fare dormire il piccolo in posizione supina.
A ricevere Francesca Giulivo, membro del Direttivo della associazione, c’erano il Direttore ed il Coordinatore del Reparto, rispettivamente Giancarlo Gargano e Anna Maria Dolci.

“A tutt’oggi non è nota la causa primitiva della SIDS” spiega il dott Gargano “ma pare attendibile affermare che questo evento si verifichi per la immaturità dei cosiddetti meccanismi di sopravvivenza durante il sonno, normalmente regolati dalla serotonina, che nei neonati può essere carente. Sebbene non sia certa la causa ultima della SIDS” conclude Gargano ”sono stati riconosciuti diversi fattori di rischio, alcuni non modificabili quali: il sesso maschile, la prematurità e la stagione invernale; è necessario, pertanto che i genitori si concentrino sui fattori che sono, invece, modificabili. Studi epidemiologici hanno dimostrato che la posizione supina è l’unica postura protettiva durante il sonno”.

Si stima che se la più sicura abitudine di far dormire i bambini supini invece che proni (a pancia in giù) si fosse diffusa a partire già dagli anni ’70, ovvero da quando erano disponibili le prime evidenze scientifiche e cliniche in merito, si sarebbe potuta salvare la vita di circa 50.000 bambini.

I body saranno donati a tutti i neonati dimessi dalla TIN, ma l’impegno a fare conoscere la campagna di prevenzione sarà esteso, ha assicurato il Dott. Gargano, anche al Nido ed alla Ostetricia.
Gli studi scientifici condotti negli ultimi decenni hanno evidenziato altri fattori di rischio per la SIDS.
È valutato come estremamente nocivo il fumo di sigaretta già a partire dalla gravidanza: i bambini morti per SIDS tendono ad avere maggiore concentrazione di nicotina e cotinine nei polmoni (esposizione al fumo passivo) rispetto a bambini deceduti per altre cause. In uno studio britannico ventennale tale fattore si è dimostrato nel tempo sempre più determinante e la percentuale di madri fumatrici tra i bimbi deceduti per SIDS è passata dal 1985 al 2007 dal 57% all’87%. È quindi assolutamente consigliabile che i genitori smettano completamente di fumare o almeno fumino solo fuori dalle mura domestiche.
Lo studio britannico ha evidenziato anche un altro fattore di rischio rilevante: la prematurità. I dati riportano che la percentuale di prematurità tra i bimbi deceduti per SIDS è passata nello stesso arco di tempo dal 12% al 37%.
Altro fattore influente è la temperatura dell’ambiente che non deve essere troppo caldo: il microclima della stanza è ottimale quando la temperatura è compresa tra i 18 °C e i 20 °C e quando vi sia un buon ricambio d’aria che mantiene l’umidità intorno al 50%. Per la stessa ragione il piccolo non deve essere eccessivamente coperto.
Nel sottolineare che l’uso del succhiotto è considerato oggi un fattore di attenuazione del rischio, gli specialisti raccomandano, nel caso in cui il piccolo dorma nella stanza dei genitori, di lasciarlo nella propria culla e non nel loro letto. 
 
L’Ufficio Stampa
 
Nella foto: la donazione avvenuta oggi, da sinistra Giancarlo Gargano, Francesca Giulivo, Anna Maria Dolci